Caro Luca De Biase, ti scrivo questa mia…
Settembre 19 2008 | in Eventi, Mondoreale
Caro Luca,
come spesso accade, anche questa volta un grande evento pubblico dedicato alla blogosfera (la Blogfest) ha avuto una lunga coda polemica. I temi sono più o meno sempre gli stessi da anni (blogger di serie a e blogger di serie b, autoreferenzialità, ecc. ecc.), ma mai come in questo caso i commenti sono risultati generici e scarsamente circostanziati, segno evidente di un complesso malcontento di fondo, accumulato da tempo, su cui forse può essere utile elaborare qualche riflessione leggendo fra le righe dei post in questione.
Ho deciso quindi di rivolgermi a te, che da tempo rappresenti non soltanto una delle voci più lucide tra gli analisti della rete e del suo impatto sulla società moderna, ma anche un animatore/moderatore di tanti incontri e confronti fra blogger e non-blogger (giornalisti, imprenditori, ecc), per tentare di isolare una delle leve principali di questo malcontento, e individuare possibili soluzioni.
In questi ultimi tempi (un anno, forse) abbiamo assistito a due fenomeni paralleli molto veloci che probabilmente hanno contribuito ad aumentare il gap fra la blogosfera tutta (intesa come anima collettiva liquida), e un numero ristretto di blogger (20 o 30).
1. L’avvio di nuovi servizi web (twitter e friendfeed e tumblr su tutti, ma anche facebook ed altri social network più o meno di nicchia e più o meno noti), ha fluidificato l’ecosistema digitale sganciando i contenuti dai blog e facendoli circolare più rapidamente e più velocemente.
2. Le aziende, grazie anche al lavoro di evangelizzazione di alcuni blogger molto bravi, hanno capito la necessità (formale o sostanziale che sia) di confrontarsi con la parte abitata della rete, e sono iniziati una serie di incontri con un numero limitato di blogger scelti, forse inevitabilmente, fra i più letti e noti.
Non è difficile notare immediatamente la contraddizione insita in questi due percorsi: da una parte si rimescola e si livella tutto, e il contenuto vince (finalmente) sul contenente; dall’altra si identificano alcuni interlocutori fissi, la cui identità è definita da geometrie molto più lente di quanto non lo sia ormai il web (quello vero e dinamico). Questa seconda leva porta peraltro con se un grave vizio di fondo: la vecchissima convinzione secondo la quale occorre una categoria intermedia per elaborare e rendere più comprensibile e digeribile l’informazione, sia in input che in output.
Mi si obietterà che non si può (o non ancora) costringere Scott Jovane, o Bernabè, o Venturi, o chi per loro, a conversare direttamente con la blogosfera entrando a far parte di questo rapido processo di produzione, scambio e remixaggio di informazioni. O che non è possibile invitare diecimila, centomila persone ad un aperitivo informale. Vero.
Ma allora perchè non pensare a banali, persino vecchi strumenti di democrazia partecipativa, nell’ottica di identificare semplicemente dei rappresentanti che volta per volta vengano individuati tramite strumenti democratici e in rete?
Ecco quindi la mia proposta:
Ti chiedo formalmente di renderti promotore di due o tre incontri fra blogger ed imprenditori o AD dell’industria media o ict italiana, in cui i venti o trenta blogger coinvolti vengano volta per volta liberamente scelti e votati da tutti, senza nomination e senza macchianera award.
Un semplice form, dove io posso registrarmi e segnalare i tre personaggi che sento più vicini al mio pensiero, o di cui mi fido. Incluso me stesso, perchè no. Anche qui vedo un obiezione possibile: e se tutti votano un idiota? Benissimo. Al di là del fatto che credo molto nella selezione naturale e nella naturale responsabilizzazione di chi vive nella rete, almeno sui grandi numeri (chè il cretino ci scappa sempre), chi impedisce ad un cretino (che deve come minimo avere un blog, un nome e un cognome) di fare una domanda a Bernabè? Magari gliene scappa anche una più “tosta” di quelle che gli son state rivolte a Rovereto.
Se hai avuto la pazienza di leggere fin qui ti ringrazio, ed aspetto fiducioso una tua risposta.
Cordiali saluti
Fabrizio (biccio ) Ulisse
