E’ dentro di noi.
17 Luglio 2008 | Pubblicato in Senza categoria |
Se ci soffermiamo a pensare all’idea di giusto e sbagliato che abbiamo coltivato fin da bambini, ci accorgiamo di percepire questa dicotomia su due livelli distinti: c’è il giusto/sbagliato in senso assoluto, poi c’è il giusto/sbagliato della pratica quotidiana, del sentire istintivo, quasi rassegnato. A differenza dei protestanti e della loro spietata morale interiore, l’italiano cresciuto nel triangolo chiesa, monarchia e mafia ha costruito la sua cultura intorno al concetto di peccato e perdono, esasperando il doppio passo fino alla sovrapposizione. L’equazione finale ci dice che l’italiano medio pontifica sui grandi valori (il giusto e lo sbagliato assoluti), ma è autorizzato a sbagliare perchè dio lo perdonerà, ma solo in misura della sua potenza e ricchezza (il giusto e lo sbagliato del quotidiano).
Ecco perchè, in un solo paese, riusciamo ad accettare l’esistenza di un presidente del consiglio pluri-inquisito che appena eletto fa sfornare una legge per bloccare i suoi processi, la condanna-farsa per le vicende di Bolzaneto, e l’accanimento cattolico nei confronti di Eluana, la donna in coma da 16 anni i cui genitori vorrebbero staccare l’alimentazione forzata. Ma anche un paese in cui l’albanese e il rom sono sporchi e cattivi e vanno puniti “a prescindere”, tranne Elvan che mi imbianca casa e Ana che mi fa le pulizie. Tu potrai anche essere laico, socialista, ateo, ma se guardi in fondo alla tua coscienza, anche tu troverai tracce di questo cancro.
Tags: berlusconi, bolzaneto, eluana, giustizia, italia
17 Luglio 2008 at 14:31 pm (#)
No, non ci sono.
Ma la mia educazioni ha radici più calviniste di quelle dello stesso Calvino.
Cio’ non toglie che hai dannatamente ragione.
17 Luglio 2008 at 14:44 pm (#)
speriamo di no, che non siano proprio in tutti, anche se evidentemente dev’essere come dici tu. perchè se anche i laici, i socialisti, gli atei, lasciano che tutto ciò succeda vuol dire proprio che il giusto e lo sbagliato non costituiscono una priorità.