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Santoro, Grillo, e la riduzione del raccontabile

26 marzo 2010  |  Pubblicato in Internet TV | 1 Commento

Anche io, come tanti, ieri sera ho seguito Raiperunanotte, apprezzandone i risultati. E anche io, come tanti, sono convinto che l’intera operazione passerà alla storia. Non tanto per i numeri degli “accessi contemporanei” su web (tutti da dimostrare, e anche fossero veri, comunque poco rilevanti in senso assoluto), nè per l’inesistente potenziale politico sul breve termine (come diceva Gilioli), quanto piuttosto per due ragioni anche ovvie: la dimostrazione della possibilità concreta di rompere la muraglia del controllo tv e costruire un evento mainstream di successo anche senza RAI e MEDIASET alle spalle, e l’effetto virale scatenato sulla rete delle clip tratte dallo show, che solo oggi (il giorno dopo) sono diventate immediatamente una grammatica d’interazione dal grandissimo potenziale di fermentazione su tutti i social network.

Ma c’è un’altra riflessione, che merita secondo me di esser fatta. Ieri erano radunati da Santoro (presenti o in video) un buon numero di esperti e veri giornalisti, e cito Travaglio, Jacona e la Gabbanelli su tutti. Ebbene, Jacona nel suo intervento ha parlato di “progressiva riduzione, compressione del raccontabile”, una straordinaria espressione che mi pare dica davvero molto di quel che c’è da dire sullo stato della società e del giornalismo italiano.

Ascoltando questa considerazione di Jacona, non ho potuto fare a meno di pensare alla nefanda avventura del video in cui Mercedes Bresso sembrerebbe augurare la morte ad una signora, malamente manipolato (da chissà chi) e sparato ovunque da Grillo e dai suoi seguaci (e sconfessato dallo staff della Bresso con un’altra ripresa, vedi qui il confronto, qui la storia raccontata da Mantellini).

Ora, se il cosiddetto “potenziale informativo della rete” emerge come sostituto degli esperti raccontatori di storie, nel rifutare la realtà impacchettata e celestina delle televendite Berlusconiane rischiamo di affidare il nostro orizzonte di conoscenza sociale ad un gran numero di hobbysti (fra cui un gran numero di imbecilli), il cui pseudo lavoro, che consiste nel giocare con movie maker per manipolare la realtà pensando in buona fede di raccontarla, non è altro che funzionale a questa costante e progressiva “riduzione del raccontabile”. E più il raccontabile si riduce, più stupidaggini circolano in rete, in un loop devastante che annulla qualunque tentativo di fornire alle menti in trance di troppi italiani un quadro chiaro del paese in cui vivono.

Che siano sulla RAI o che siano altrove, i raccontatori di storie, quelli veri, quelli che sanno che la realtà va interpretata per renderla comprensibile, quelli che sanno che una vera inchiesta non si fa sbattendo un telefonino indignato di fronte a persone indignate, sono vitali per una democrazia, e vitali per la costruzione di un proficuo e utile tessuto di reporter diffusi. Senza la loro sintassi a fare da guida, non si amplia il raccontabile, si limita a sguazzare nella fanghiglia che rimane disponibile.

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  • 26 March 2010 at 16:43 pm khenzo Ленин
    ci sarebbe da dire sulla "riduzione del raccontabile" io più che alto parlerei di "aumento del manipolabile"
  • 26 March 2010 at 16:44 pm Mod
    oh ecco, finalmente
  • 26 March 2010 at 16:57 pm fabrizio (biccio) ulisse
    @khenzo, secondo me sono due facce della stessa medaglia, la mia riflessione è proprio sul loop delle due leve.
  • 26 March 2010 at 17:07 pm ezekiel
    ecco l'evento di ieri è rilevante proprio per quello che dici nella seconda parte: non possiamo fare a meno dell'enorme esperienza e professionalità del "passato" per costruire qualcosa di nuovo, proprio non si può. La singolarità italiana fino ad oggi era quella di avere un establishment informativo che si rifiutava pregiudizialmente di sfruttare le potenzialità (perlopiù negando che ci fosse alcuna potenzialità). ieri abbiamo visto che le potenzialità ci sono e che l'unione di esperienza e nuove modalità funziona molto bene.

Commenti

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  1. Format e sostanza « Strelnik:

    26 marzo 2010 at 23:06 pm (#)

    [...] realtà e le storie che la attraversano sono d’accordo con quanto ha scritto oggi Biccio in  “Santoro, Grillo, e la riduzione del raccontabile”; anch’io sono rimasto particolarmente colpito dalle parole di Riccardo Iacona quando ieri [...]

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