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	<description>Pensieri taggati e gettati nella mischia</description>
	<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 12:03:04 +0000</pubDate>
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		<title>Il sogno del grande sogno</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 09:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arti]]></category>

		<category><![CDATA[68]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho un debole da sempre per i film che raccontano spaccati dell&#8217;Italia della contestazione, dal 68 in poi. Sono andato quindi con spirito tutt&#8217;altro che prevenuto, a vedere Il grande sogno, film di Michele Placido ambientato in quegli anni (dal &#8216;67 al &#8216;69), ma sono uscito dal cinema tutt&#8217;altro che soddisfatto. Non m&#8217;è piaciuto, anzi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho un debole da sempre per i film che raccontano spaccati dell&#8217;Italia della contestazione, dal 68 in poi. Sono andato quindi con spirito tutt&#8217;altro che prevenuto, a vedere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_grande_sogno_%28film%29">Il grande sogno</a>, film di Michele Placido ambientato in quegli anni (dal &#8216;67 al &#8216;69), ma sono uscito dal cinema tutt&#8217;altro che soddisfatto. Non m&#8217;è piaciuto, anzi, penso proprio che sia un film riuscito male, vittima di una serie di errori che lo rendono poco coinvolgente, eccetto alcuni momenti strappacore che commuoverebbero un morto, figuriamoci un comunista.</p>
<p>Il peccato originale del film è la malriuscita alchimia fra dramma borghese privato e racconto storico. Nelle intenzioni, Placido voleva evitare l&#8217;affresco per concentrare il racconto sulla vicenda della famiglia di Laura (Jasmine Trinca) e Andrea (Marco Iermanò); in realtà la suddivisione dei piani non è armonica, e la sceneggiatura è fortemente bidimensionale. Il risultato è un piattume generale senza profondita, con mille elementi abbozzati senza sviluppo - in qualche caso anche ridicoli, come lo spunto che porterà Andrea alla decisione di partecipare ad un attentato, un pretestuoso dialogo di appena due minuti. La mancanza di alcuni passaggi logici, la frettolosità con cui vengono trattati diversi elementi anche importanti, e l&#8217;autocompiacimento manierista di alcune scene di rievocazione storica, completano il quadretto di un prodotto cinematografico incompleto, superficiale e poco &#8220;governato&#8221;. Peccato, perchè gli attori sono bravi (Jasmine Trinca in particolare), il soggetto è buono, e Placido dietro alla macchina da presa ha fatto cose egregie. </p>
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		<title>Bloggavamo l&#8217;11 settembre</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 10:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondoreale]]></category>

		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>

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		<description><![CDATA[Da otto anni a questa parte, ogni anno l&#8217;11 settembre mi vado a rileggere velocemente questa paginetta di post dedicati all&#8217;attacco agli USA, scritti sul mio blog tra l&#8217;11 e il 14 settembre 2001. Sono poco più che banali twittate, ma a me rileggerli fa sempre un forte effetto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da otto anni a questa parte, ogni anno l&#8217;11 settembre mi vado a rileggere velocemente <a href="http://www.wouq.com/2001/09/page/3">questa paginetta di post</a> dedicati all&#8217;attacco agli USA, scritti sul mio blog tra l&#8217;11 e il 14 settembre 2001. Sono poco più che banali twittate, ma a me rileggerli fa sempre un forte effetto.</p>
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		<title>Ho dimenticato la mia vita</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 12:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fuorionda]]></category>

		<category><![CDATA[personale]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi quarant&#8217;anni ho fatto tante cose. Ho amato e sono stato amato, mi sono emozionato di fronte a mille cose, ho superato difficoltà che sembravano insormontabili, e attraversato tante rivoluzioni, personali e professionali. Una vita ricca, insomma. 
Il problema è che non me la ricordo.
E non parlo di amnesia, mi ricordo come mi chiamo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi quarant&#8217;anni ho fatto tante cose. Ho amato e sono stato amato, mi sono emozionato di fronte a mille cose, ho superato difficoltà che sembravano insormontabili, e attraversato tante rivoluzioni, personali e professionali. Una vita ricca, insomma. </p>
<p>Il problema è che non me la ricordo.</p>
<p>E non parlo di amnesia, mi ricordo come mi chiamo, dove abito, dove ho abitato, le mie esperienze professionali, i miei amori, le tantissime persone che ho conosciuto, una per una. Mi ricordo tanti stati d&#8217;animo di tanti momenti importanti. I volti, non ne dimentico uno. Ma non mi chiedete di raccontarvi una serata, una vacanza, un aneddoto, una conversazione. Di ciò che ricordo non conservo una memoria <i>narrativa</i>, quanto piuttosto fotografica, ed emotiva. A volte rimango basito quando vecchi amici mi collocano in epici racconti di cui conservo appena una cornice sfumata. In quei momenti penso che vorrei fare un viaggio a ritroso, ricontattando persone a cui ho voluto bene e che non vedo da anni, e farmi raccontare da loro la mia vita. Ecco, mi piacerebbe scrivere un <i>diario all&#8217;indietro</i>, compilandolo giorno per giorno con tutte le piccole storie, tutti i dettagli che ho dimenticato, e che mi hanno trasformato in ciò che sono oggi.</p>
<p>E mentre sto scrivendo, mi rendo conto di aver avuto una bella idea per un film. Che forse potrebbe finire con una scena in cui il protagonista guarda il diario che ha appena finito di scrivere, accenna un sorriso, e lo getta nel mare. E poi si avvia di spalle, con le mani in tasca, mentre scorrono i titoli di coda. </p>
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		<title>Porte che si chiudono</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 20:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fuorionda]]></category>

		<category><![CDATA[personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi mi conosce cominciava a chiedersi se l&#8217;avrei mai fatto, questo trasloco di cui parlo da tanto tempo ma che sembrava non concretizzarsi mai. Segni di un futuro da non voler vivere, forse, un procrastinare per non voler chiudere davvero una porta che ha significato così tanto nei miei ultimi tre anni e mezzo. 
Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi conosce cominciava a chiedersi se l&#8217;avrei mai fatto, questo trasloco di cui parlo da tanto tempo ma che sembrava non concretizzarsi mai. Segni di un futuro da non voler vivere, forse, un procrastinare per non voler chiudere davvero una porta che ha significato così tanto nei miei ultimi tre anni e mezzo. </p>
<p>Ma quando tra ieri sera e stamattina ho cominciato a rimuovere libri dalla grande expedit, e vestiti dall&#8217;armadio, e quando ho firmato la richiesta di noleggio del furgone classe B per venerdi 7, la realtà di un passo non più rimandabile si è mostrata davanti ai miei occhi con tutto il retrogusto amaro che ti aspetti, ma non ti aspetti; venerdi sposterò le mie poche cose dalla casa di Testaccio alla nuova casa di Via Oderisi da Gubbio, e la porta sul mio passato recente, forse anche dolorosamente recente, si chiuderà definitivamente, insieme a tutte le altre porte chiuse su cose belle, anche molto belle, negli ultimi anni, mesi, giorni, ore, minuti.</p>
<p>E così, oggi ho scelto di lasciare passare un po&#8217; di dolore, che non puoi sempre contrastare. A volte devi lasciargli fare la sua strada e i suoi danni, l&#8217;unico modo che esista al mondo di elaborare i propri lutti e uscirne un po&#8217; più robusti. Per poi andare avanti, ancora più forti di prima.</p>
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		<title>State of play</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 13:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arti]]></category>

		<category><![CDATA[ben affleck]]></category>

		<category><![CDATA[russel crow]]></category>

		<category><![CDATA[state of play]]></category>

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		<description><![CDATA[Invitato da <a href="http://www.vincos.it/">Vincos</a> e <a href="http://www.markingegno.biz/blog/">Markingegno</a> all'anteprima del film State of Play, vi racconto le mie impressioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercavo una buona occasione per tornare a scrivere sul blog, e me l&#8217;hanno fornita <a href="http://www.vincos.it/">Vincos</a> e <a href="http://www.markingegno.biz/blog/">Markingegno</a> di <a href="http://www.digital-pr.it/">Digital PR</a>, che molto gentilmente mi hanno invitato all&#8217;anteprima per blogger di &#8220;State of Play&#8221;. </p>
<p>Sono arrivato alla saletta privata della Universal sulle ali di uno sturm &#038; drang che si è abbattuto sulla capitale verso le 20 di ieri sera, portando con me uno spritz bevuto troppo in fretta, e un ottimismo sulla qualità del film parzialmente mitigato dalla preoccupazione di ritrovarmi di fronte alla classica americanata che finisce con l&#8217;inseguimento-e-conflitto-finale nel garage, ai docks, o  in qualche capannone/magazzino.  A dirla tutta l&#8217;inseguimento nel garage nel film c&#8217;era, ma non quando te l&#8217;aspetti, e con esiti tutt&#8217;altro che scontati. Che poi è la cifra del film: un prodotto d&#8217;intrattenimento di ottima fattura, con bravi attori, bella regia, e sceneggiatura non ricavata da qualche template prefabbricato, ma scritta con attenzione e mestiere, e con svariati risvolti anche di un certo peso. </p>
<p>Il film è incardinato su un&#8217;indagine giornalistica di una complessa situazione che vede coinvolto un deputato (Stephen Collins, interpretato da faccia di bronzo Ben Affleck al di sopra dei suoi standard consueti) alle prese con un&#8217;inchiesta governativa su un&#8217;agenzia di sicurezza privata (pensare alla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blackwater_USA">Blackwater</a> non è azzardato). L&#8217;indagine del Washington Globe viene avviata alla morte della collaboratrice (e amante) di Collins e affidata a Della Frye, blog editor che &#8220;costa poco, è ambiziosa, e produce tantissimo&#8221; (la bella e bravina Rachel McAdams), ma si aggancerà rapidamente ad un&#8217;indagine su un altro omicidio solo apparentemente scollegato, condotta da Cal McAffrey (un grande Russel Crowe) ruvido giornalista &#8220;di strada&#8221; e amico di vecchia data di Collins.<br />
Sullo sfondo (e nell&#8217;intreccio), la crisi del giornale (e di tutti i giornali), il bisogno di far soldi in fretta rischiando lo scandalismo pur di bruciare le altre testate, e il diritto di cronaca che diventa dovere di cronaca quando il bivio è fra i sentimenti e il proprio mestiere (e qui evito lo spoiler, se ne riparlerà).</p>
<p>Il film riesce ad non essere didascalico nè manicheo nonostante i temi, padroneggia i riferimenti del classico cinema di genere, e trova un buon bilanciamento fra esigenze narrative e complessità dell&#8217;intreccio, con un risultato godibile e non scontato che vale la visione.</p>
<p>Chicca del film, l&#8217;utilizzo di due diverse camere Panavision - una classica 35mm pellicola per le scene in esterni e del mondo giornalistico, e una Genesis digitale per le scene del mondo politico, scelta a cui lo spettatore probabilmente non fa caso (io l&#8217;ho letto prima, e comunque non ne ho preso coscienza durante la visione), ma che ha certamente un peso nell&#8217;equilibrio formale del film.</p>
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		<title>Franceschini o no&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 16:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondoreale]]></category>

		<category><![CDATA[franceschini]]></category>

		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>

		<category><![CDATA[veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[E così, il PD ha un nuovo segretario. Si chiama <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Franceschini">Dario Franceschini</a>, ha 50 anni compiuti l'anno scorso, viene dalla DC di sinistra (qualunque cosa questo voglia dire), ed è stato il vice di Veltroni dalla nascita del PD.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così, il PD ha un nuovo segretario. Si chiama <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Franceschini">Dario Franceschini</a>, ha 50 anni compiuti l&#8217;anno scorso, viene dalla DC di sinistra (qualunque cosa questo voglia dire), ed è stato il vice di Veltroni dalla nascita del PD.<br />
Oggi, all&#8217;assemblea nazionale dov&#8217;è stato eletto, ha fatto un discorso pieno di risposte precise alle precise domande che arrivano dagli (ex) elettori del PD. Un bel discorso, troppo per non sembrare un copione adatto all&#8217;occasione. Ora si vedrà se si trattava solo di parole, o se gli annunci corrisponderanno ai fatti. Io credo che questo partito non possa che riprendere una strada quasi ovvia, incredibilmente trascurata in questi due anni: una sana democrazia interna che preveda che le opinioni prevalenti, pur tenendo conto di quelle minoritarie, vengano interpretate dal segretario e dettino una linea chiara, con la quale naturalmente si può essere d&#8217;accordo oppure no. In un partito che deve ancora trovare una sua forma (pratica e politica) l&#8217;unanimismo di facciata, ovvero il tentativo maldestro di far contenti tutti, conduce inevitabilmente allo stallo, e s&#8217;è visto.  Quindi, Franceschini o no, è ora che il segretario di questo partito decida una linea, e la persegua, per evitare di essere ostaggio di qualche soggetto. </p>
<p>In stallo, si precipita.</p>
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		<title>Qualcosa da dire o nulla da fare (sono stanco)</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 14:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Vitedigitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stanco della continua demistificazione di tutto. Ormai, in rete e non solo, la gara a chi è più cinico è diventata insostenibile. Tutto viene smerdato alla velocità della luce. Tutto chiama uno schieramento continuo. Ogni cosa ha subito il suo rovescio della medaglia, e immediatamente scatta la polarizzazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così parla dei blog oggi Beppe Severgnini su RMC (via <a href="http://friendfeed.com/e/34da2eeb-a950-4494-84ec-2323ced9a1b9/Cos-un-blog-Qualcuno-che-ha-qualcosa-da-dire-o/">Gigicogo</a>). E non che me ne freghi molto di commentare questa affermazione, ma improvvisamente mi ha fatto tornare la voglia di scrivere sul mio, di blog, abbandonato a se stesso da più di due mesi. Neanche il 2009 ho ancora inaugurato, per dire. I perchè sono tanti, per lo più irrilevanti al grosso di chi saltella per caso o per dolo su queste pagine. O forse no, forse semplicemente a volte le cose che ci circondano prendono il sopravvento, non solo sul nostro spaziotempo, ma anche nella nostra mente, dove a spazi più ampi corrisponde una maggiore fragilità.</p>
<p>Ma non è di questo che voglio parlare. Ho invece ripreso il blog per dire che sono stanco. Sono stanco della continua demistificazione di tutto. Ormai, in rete e non solo, la gara a chi è più cinico è diventata insostenibile. Tutto viene smerdato alla velocità della luce. Tutto chiama uno schieramento continuo. Ogni cosa ha subito il suo rovescio della medaglia, e immediatamente scatta la polarizzazione. Il superSI o il superNO.  Parlo della politica, ma anche dei Mac, o dell&#8217;ultimo film di non-so-chi. Tutto si sta radicalizzando, ma è solo apparenza. E&#8217; onanismo. A parole siamo tutti assassini, e se mi prendo un attimo per riflettere, sparisco nell&#8217;oblìo, travolto dalla dissennata velocità del rilancio continuo, come in crudele gioco d&#8217;azzardo senza tregua.</p>
<p>Ecco, rallentiamo, per dio. Lasciamo respirare le cose.</p>
<p>(scritto di getto e non riletto, ma senza fretta)</p>
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		<title>PslA 2008</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 11:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arti]]></category>

		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[psla]]></category>

		<category><![CDATA[sirsquonk]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bello del blog, sin dall'inizio, è sempre stato scrivere per se stessi e sperare che una piccola umanità imperfetta trovasse filacci delle proprie fragilità nelle proprie parole. Risonanza, si chiama. E non mi viene in mente una ragione più bella per vivere. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bello del blog, sin dall&#8217;inizio, è sempre stato scrivere per se stessi e sperare che una piccola umanità imperfetta trovasse filacci delle proprie fragilità nelle proprie parole. Risonanza, si chiama. E non mi viene in mente una ragione più bella per vivere.<br />
E anche quest&#8217;anno, come tutti gli anni dal 1875, il <a href="http://www.blogsquonk.it/">Sir</a> ci delizia con il suo <a href="http://www.blogsquonk.it/?p=2721">Post sotto l&#8217;albero</a>, raccolta di deliri (72 quest&#8217;anno) scritti da individui che nell&#8217;era di facebook sono ancora in cerca di questa risonanza baloccandosi con un blog.<br />
Rigorosamente in formato pdf, impaginato con Word e le sue orride clipart come da tradizione, il PslA merita il download, la stampa, e guarda un po&#8217;, persino la lettura.<br />
Buon Natale a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I numeri del Romecamp su Cannocchiale TV</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 11:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Internet TV]]></category>

		<category><![CDATA[dolmedia]]></category>

		<category><![CDATA[ilcannocchiale]]></category>

		<category><![CDATA[romecamp2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ho avuto l'idea-suicidio di fare 4 dirette contemporanee più tutto il materiale ondemand in quasi simultanea dal <a href="http://www.romecamp.it">Romecamp</a>, mi sono detto da solo che forse si trattava di uno sforzo esagerato e forse anche eccessivo. Ma io sono fatto così, quando mi innamoro di un'idea difficilmente mi fermo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="590" style="padding:5px; border:1px solid black" src="http://farm4.static.flickr.com/3045/3058495614_fb8860a6bc.jpg?v=0" alt="" title="" /> </p>
<p>Quando ho avuto l&#8217;idea-suicidio di fare 4 dirette contemporanee più tutto il materiale ondemand in quasi simultanea dal <a href="http://www.romecamp.it">Romecamp</a>, mi sono detto da solo che forse si trattava di uno sforzo esagerato e forse anche eccessivo. Ma io sono fatto così, quando mi innamoro di un&#8217;idea difficilmente mi fermo. E quando ho visto i numeri, ho capito che l&#8217;idea non solo era interessante, ma anche oggettivamente vincente.</p>
<p>Per dirla in breve, nell&#8217;arco di 4 giorni abbiamo avuto <strong>3000 visitatori unici, e 70.000 accessi complessivi ai video</strong>, naturalmente contando sia le dirette che tutti i singoli video on demand. E credo la chiave sia proprio questa: aver costruito una piccola coda lunga in un contesto già di nicchia, per cui, nei <strong>più di 80 clip</strong> prodotti in due giorni in un contesto sufficientemente generalista, davvero un notevole numero di persone ha trovato qualcosa di interessante da seguire, sia in diretta che ondemand.</p>
<p>Certo, alcune cose sono andate storte, abbiamo avuto qualche problema di encoding che ci ha costretto a rifare tutti gli interventi dell&#8217;aula 2, le inquadrature delle camere nelle singole aule sono spesso discutibili perchè lasciate non presidiate o nelle mani di volontari disponibili (grazie!) ma ovviamente poco preparati, ecc. ecc. Ma il sistema, sperimentato su un contenuto già di nicchia, funziona e interessa, e questo conferma la bontà della strada su cui, spesso in silenzio (ed è un peccato, e dobbiamo rimediare), <a href="http://www.dolmedia.tv">dolmedia</a> lavora e sperimenta già da tre anni: inventare nuovi format che vadano oltre la mera amplificazione audiovisiva su internet. Un buon lavoro, fatto con passione e tanto sacrificio,  da un gruppo coeso, allegro e capace di faticare di brutto e sporcarsi le mani per far funzionare le cose. </p>
<p>Grazie a loro, e grazie a tutti coloro che credono nel nostro lavoro. (la foto su è di <a href="http://www.lyonora.it/">Lyonora</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>UGC no, ma IDC forse si</title>
		<link>http://www.wouq.com/vitedigitali/ugc-no-ma-idc-forse-si</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 11:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Vitedigitali]]></category>

		<category><![CDATA[idc]]></category>

		<category><![CDATA[independent disintermediated content]]></category>

		<category><![CDATA[ugc]]></category>

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		<description><![CDATA[Parliamo di Independent Disintermediated Content come alternativa valida allo User Generated Content.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni Calia produce una <a href="http://estrablog.net/2008/11/24/il-mezzo-e-il-messaggio-a-patto-che-il-messaggio-sia-buono/">interessantissima analisi sullo User Generated Content</a>, nella quale si dimostra che il contenuto bottom-up non è voluminoso e non è in grado di sostenersi da solo, mentre molto più ricco invece lo scambio di relazioni umane dimostrato dal volume di scambio su Facebook.<br />
Condivido appieno l&#8217;analisi, ma provo a spingerla un passo più avanti.</p>
<p>Dice Giovanni, sulla scarsa monetizzazione dell&#8217;UGC: <em>&#8220;La blogosfera italiana ne è un esempio lampante. A parte pochi rari casi, è un rincorrersi a vicenda&#8221;</em>. Il caso italiano non può essere preso ad esempio: l&#8217;audience di lingua italiana è numericamente irrisoria e non giustifica code lunghe di alcun tipo, ed è quindi evidente che nel corso del tempo la produzione di contenuto si è stabilizzata (e non poteva che essere così) su una forma amatoriale, o funzionale ad obiettivi di visibilità nel settore social media. Qui c&#8217;è già un primo punto: in realtà ci sono diversi blogger o produttori indipendenti di contenuti in lingua inglese, che vivono onestamente producendo contenuti di varia natura. La vera domanda è: possiamo chiamare  UGC questo contenuto? La risposta secondo me è NO. Questo contenuto, tanto per giocare con gli acronimi, preferisco chiamarlo <strong>IDC</strong> <em>(independent disintermediated content)</em></p>
<p>L&#8217;IDC è contenuto di qualità, prodotto da individui competenti ed indipendenti, che saltano tutti i  passi della catena produttiva e molti di quella distributiva, che conoscono le dinamiche dei media sociali, e che sanno monetizzare la propria produzione per ricavarne un income ragionevole, o comunque corrispondente al costo della produzione più un adeguato margine.  </p>
<p>L&#8217;IDC non solo non è morto, ma gode di salute crescente per almeno un paio ragioni:</p>
<ul>
<li>Ha un valore. Nonostante la democratizzazione dei mezzi di produzione di contenuto, i produttori di IDC sono pochi, e la qualità è generalmente medio alta. E&#8217; vero che ancora si tratta di contenuti legati alla rete, e quindi piuttosto autoreferenziali, ma le cose stanno cominciando a cambiare e cambieranno rapidamente.</li>
<li>l&#8217;IDC è adatto sia a media mainstream e a social media, con livelli di disintermediazione diversi. Questo comporta una elevata monetizzabilità e un interessante bacino per gli editori mainstream, che possono far affidamento su qualità, continuità e professionalità a costi competitivi.</li>
<li>la sua natività sociale/digitale lo pone più avanti di contenuti i cui producer inseguono la rete. Questo è un vantaggio competitivo stabile, che può rafforzarsi col tempo. E&#8217; molto più facile cambiare crafting e strategie distributive per un produttore di IDC, che per chi deve smuovere ogni volta una portaerei editoriale.</li>
</ul>
<p>A suivre.</p>
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