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	<description>Pensieri taggati e gettati nella mischia</description>
	<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 12:00:42 +0000</pubDate>
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		<title>La mia Sardegna</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 11:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dopo la complicata e per certi versi sfortunata vacanza in Turchia dello scorso anno, quest&#8217;anno  l&#8217;idea era di andare relativamente sul sicuro. Micky aveva già conosciuto la Sardegna e s&#8217;era innamorata di alcuni luoghi che avrebbe rivisto volentieri, io invece non c&#8217;ero mai stato, reo di averla snobbata per anni ritenendola un posto intasato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la complicata e per certi versi sfortunata vacanza in Turchia dello scorso anno, quest&#8217;anno  l&#8217;idea era di andare relativamente sul sicuro. Micky aveva già conosciuto la Sardegna e s&#8217;era innamorata di alcuni luoghi che avrebbe rivisto volentieri, io invece non c&#8217;ero mai stato, reo di averla snobbata per anni ritenendola un posto intasato di villaggi, e di turisti imbecilli. Imbecille io, invece, a non sapere che basta evitare la Costa Smeralda e concentrarsi sul sud ovest per trovare dei veri paradisi.<br />
Ho scritto questo resoconto con l&#8217;idea di suggerire un possibile percorso di viaggio ed una serie di &#8220;puntelli&#8221; sperimentati ed apprezzati, sperando che in alcune zone della Sardegna continui l&#8217;impegno a cercare un turismo di qualità con un sistema sostenibile fatto di genuinità e prezzi accessibili, e di una naturale scrematura data dalla difficoltà di avvicinamento a zone certamente impervie e inadatte a pigri vacanzieri.<br />
<span id="more-806"></span></p>
<p>Siamo partiti da Genova la sera del 24 Luglio, passaggio ponte e auto al seguito con Moby. Per chi non lo sapesse, è costume viaggiare di notte dormendo in sacco a pelo sui ponti per evitare la costosa cabina: si dorme abbastanza bene anche se le luci non vengono ovviamente mai spente.<br />
All&#8217;arrivo a Porto Torres, ci siamo diretti verso quella che sarebbe stata la nostra prima tappa: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sorso">Sorso</a>, una cittadina in provincia di Sassari, non bellissima ma certamente comoda per visitare il nord della Sardegna. A Sorso ci ha accolto Cristina, una donna di origine toscana, simpatica ed energica che gestisce un B&#038;B nella sua graziosa casina (<a href="http://www.bed-and-breakfast.it/pagina.cfm?ID=9700&#038;IDregione=14">B&#038;B del corso</a>), e con la quale, nel corso dei 4 giorni trascorsi lì, si è creato un bellissimo rapporto umano. Se avete intenzione di girare il nord ovest della Sardegna (Stintino, l&#8217;Asinara, e le spiagge tra Porto Torres e Castelsardo), vi consiglio caldamente di fermarvi da Cristina: ditele che siete amici miei, e fatevi invitare una sera a cena (cucina da dio!!).</p>
<p><strong>IL NORD</strong><br />
Purtroppo non siamo riusciti ad organizzarci per visitare l&#8217;Asinara, consigliatissima da tutti; Stintino non m&#8217;è piaciuta un granchè, la spiaggia della Pelosa è splendida, ma a condizione di non andare in alta stagione (troppa gente). Castelsardo merita una visita, e c&#8217;è piaciuto molto un tratto di costa dopo Porto Torres (<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#038;hl=it&#038;geocode=&#038;q=porto+torres&#038;ie=UTF8&#038;ll=40.821295,8.450031&#038;spn=0.004157,0.009398&#038;t=h&#038;z=17&#038;iwloc=addr">qui</a>), all&#8217;altezza di un insediamento dell&#8217;Ente Foreste della Sardegna. Lontano dal caos di Platamona, se dopo la discesa a mare camminate un po&#8217; verso est potete anche trovare delle calette solitarie fra gli scogli.</p>
<p><strong>NORD OVEST</strong><br />
Lasciata Sorso, ci siamo diretti verso Alghero, da dove avremmo iniziato la nostra discesa verso sud. Prima di Alghero, tappa obbligatoria a <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#038;hl=it&#038;geocode=&#038;q=capo+caccia&#038;sll=40.822935,8.445901&#038;sspn=0.004157,0.009398&#038;ie=UTF8&#038;ll=40.563536,8.163292&#038;spn=0.008346,0.018797&#038;t=h&#038;z=16&#038;lci=lmc:panoramio">Capo Caccia</a>, un posto abbastanza in alto e a picco sul mare: scenari veramente incredibili.<br />
Se vi va, fate una visita alle grotte di Nettuno, a cui potete accedere via mare da Alghero o scendendo i 656 gradini della <a href="http://farm3.static.flickr.com/2112/2103142529_3c7c972bfa.jpg?v=0">Escala del Cabirol</a>.</p>
<p>Alghero invece mi ha deluso: un po&#8217; pompata con questa faccenda della Barcellona d&#8217;Italia, ha un centro storico grazioso ma niente in confronto a luoghi come Otranto, Gallipoli vecchia, o Lecce, tanto per dire. La spiaggia e il mare anche vicino alla cittadina sono comunque molto belli, merita comunque un passaggio se percorrete la costa ovest. Qui abbiamo soggiornato al <a href="http://www.bed-and-breakfast.it/pagina.cfm?id=8698&#038;idregione=14">Tetto Felice</a>, un posto delizioso ed economico un po&#8217; fuori Alghero, gestito da una coppia di giovani cordialissimi. Chiedetegli di farvi assaggiare il Mirto che producono loro stessi (che peraltro sono conferitori di mirto per Zedda Piras), sicuramente non avete mai bevuto niente di simile!</p>
<p><strong>OVEST - Sinis e dintorni</strong><br />
Dopo i due giorni di Alghero, abbiamo preso la strada verso sud, decidendo di scendere rapidamente verso Is Arenas, bellissima e lunghissima spiaggia di dune a ridosso di una delle pinete più grandi d&#8217;europa (<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&#038;hl=it&#038;geocode=&#038;q=s%27archittu&#038;sll=39.275703,9.052048&#038;sspn=0.008505,0.018797&#038;ie=UTF8&#038;t=h&#038;layer=x&#038;ll=40.054621,8.47887&#038;spn=0.033637,0.075188&#038;z=14">per farvi un&#8217;idea&#8230;</a>). La dimensione ragguardevole della pineta è il contesto ideale per un campeggio: ce ne sono infatti tre contigui. Noi abbiamo optato per l&#8217;<a href="http://www.campingisarenas.it/home.html">Is Arenas</a>, davvero ben gestito ed economico, con (ovviamente) moltissima ombra, e la spiaggia a 150mt. Consigliatissimo.<br />
Trascorrendo qualche giorno lì, abbiamo esplorato i dintorni, iniziando naturalmente da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:S%27archittu.jpg">S&#8217;Archittu</a>, spettacolare ponte naturale scavato nella roccia, da cui in molti si tuffano. Anch&#8217;io ho sperimentato l&#8217;ebbrezza del salto, ma non proprio dall&#8217;arco, da una piccola piattaforma di roccia accanto all&#8217;arco, circa due metri più in basso.<br />
Il posto è splendido, merita qualche ora di snorkeling facendo molta attenzione per via del fondale scoglioso e bassissimo in più punti. Non mancate una cenetta al ristorante Altamarea, direttamente sulla spiaggia, ottimo pesce fresco a prezzi ragionevoli.<br />
Sempre in zona, val la pena visitare <a href="http://www.danheller.com/images/Europe/Italy/Sardinia/Tharros/tharros-0001-big.jpg">Tharros</a>, e la spiaggia di quarzo di <a href="http://www.nonsolobrasile.com/img/delbuesardegnabig/IsArutas2.jpg">Is Arutas</a> (splendida, ma molto stretta e un po&#8217; caotica, a dire la verità). Visitate anche <a href="http://www.flickr.com/photos/biccio/2764576483/">San Salvatore</a>, usata negli anni 60 come scenografia per film western). Ultima segnalazione: se passate da Torre Grande regalatevi una cena da <a href="http://www.ristorantedagiovanni.com/">Giovanni</a>, piatti genuini e cucina a legna.</p>
<p><strong>OVEST - Medio Campidano</strong><br />
E&#8217; qui, nella provincia di recente costituzione del Medio Campidano, che ho trovato quello che cercavo. Pochissimi turisti concentrati nelle poche zone facilmente raggiungibili, e tutto il resto a vostra disposizione, agriturismi di livello eccelso e di grande cordialità e genuinità, mare semplicemente straordinario, scenari e ambienti di grande suggestione, soprattutto grazie agli insediamenti ottocenteschi nelle zone minerarie, <a href="http://www.provincia.mediocampidano.it/mediocampidano/it/la_miniera_di_montevecchio.wp;jsessionid=F2F941AC832378485BE9B7379931B577">Montevecchio</a> e <a href="http://www.provincia.mediocampidano.it/mediocampidano/it/la_miniera_di_ingurtosu.wp;jsessionid=F2F941AC832378485BE9B7379931B577">Ingurtosu</a> su tutti. Strade sterrate di difficile accesso, nessuna costruzione residenziale, spiagge intatte ed incontaminate salvo piccole strutture di ristoro e pochi ombrelloni&#8230;  insomma un equo e sostenibile sfruttamento delle risorse naturali del territorio, con una particolare attenzione alla riconversione turistica &#8220;soft&#8221; di attività tradizionali. Davvero, val la pena di passare due settimane solo in questa provincia, meglio se fuori dall&#8217;alta stagione (ma nella prima settimana d Agosto davvero abbiamo trovato pochissime persone). </p>
<p>A <a href="http://www.lacostaverde.it/Mare/Torre_dei_Corsari/Torre_dei_Corsari.htm">Torre dei Corsari</a>, forse la parte più turistica anche se non &#8220;massacrata&#8221;, abbiamo soggiornato in un appartamentino con splendida vista sulle dune, a prezzo di B&#038;B per un colpo di fortuna. Poi, andando verso la Costa Verde, abbiamo dormito e mangiato in due agriturismi che consigliamo davvero volentieri: L&#8217;<a href="http://www.oasidelcervo.com/">Oasi del Cervo</a> (sulla strada per Montevecchio), dove Angela e Giuseppe davvero vi faranno sentire come a casa vostra in stanze comode e attrezzate, cibo strepitoso, e grandi e divertenti tavolate, e il <a href="http://www.agriturismogragonti.it/">Gragonti</a>,  anche qui bella atmosfera e ottimo cibo, il tutto in uno splendido casale ricavato da un vecchio caseificio.<br />
Da non mancare assolutamente la splendida spiaggia di <a href="http://www.lacostaverde.it/Mare/Scivu/Scivu.htm">Scivu</a> e quella di <a href="http://www.lacostaverde.it/Mare/Piscinas/Piscinas.htm">Piscinas</a>, e un salto a <a href="http://www.lacostaverde.it/Mare/Capo_Pecora/Capo_Pecora.htm">Capo Pecora </a>(dove posso solo dirvi che girando un po&#8217; si possono trovare perle nascoste da togliere il fiato&#8230; ma di cui siamo un po&#8217; gelosi!). Anche la spiaggia di <a href="http://www.lacostaverde.it/Mare/Portixeddu/Portixeddu.htm">Portixeddu</a> è molto bella, ma anche  un po&#8217; più caotica delle altre perchè facilmente raggiungibile dalla strada.</p>
<p><strong>A EST, ma solo un po&#8217;</strong><br />
Dovendo ripartire da Olbia, abbiamo deciso di dirigerci verso Arbatax. Sulla strada ci siamo fermati a mangiare (benissimo!!) presso <a href="http://www.agrimarongiu.com/">l&#8217;Agriturismo Marongiu</a> e a dormire in un B&#038;B di famiglia, e abbiamo dato un&#8217;occhiata a <a href="http://www.baiadichia.com">Baia Chia</a>, bellissima ma violentata dal turismo (specie dopo aver visto la Costa Verde!), per poi dirigerci verso l&#8217;Ogliastra dove abbiamo speso gli ultimi due giorni di vacanza (presso il campeggio <a href="http://www.campeggiocavallobianco.com/">Cavallo Bianco</a>, non brutto ma dalla gestione un po&#8217; approssimativa) sulla spiaggia di Lotzorai. La zona è meravigliosa, ma senza un mezzo natante qualsiasi si perde la parte più bella (l&#8217;isola dell&#8217;Ogliastra e tutta la costa protetta da Arbatax verso nord, raggiungibile però anche a piedi su sentieri pesantini ma fattibili).<br />
Nota positiva della zona: arrampicatevi sul Gennargentu oltre Baunei per visitare il <a href="http://www.golgotrekking.com/">Golgo</a> (occhio alle strade!), una cooperativa turistica situata in un luogo veramente fuori dal mondo (per dire: un quarto d&#8217;ora di macchina e se prima eri al mare ora sei in montagna, quella vera), dove  è possibile soggiornare, partire per escursioni, ma soprattutto mangiare cucina tipica VERA a prezzi veramente impensabili. Da non perdere se siete lì.</p>
<p>Ripartenza da Olbia, nottata accettabile sui nostri fidi materassini, e la vacanza è finita, con l&#8217;intenzione di tornare prima possibile ad approfondire alcuni dei posti visitati!</p>
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		<title>RomeCamp2008, famolo sstrano</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 18:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Invitato da Antonella, supero la recente ritrosia a parlare di robe blogosferico-barcampico-internettiane e dedico un post al RomeCamp2008, che si preannuncia un&#8217;evento davvero niente male, e dal quale mi sto già facendo coinvolgere convintamente nonostante i 4 mesi di distanza dal fatidico giorno (anzi due).
Antonio Pavolini ha già anticipato alcune delle riflessioni scaturite da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invitato da <a href="http://www.stilografico.com/">Antonella</a>, supero la recente ritrosia a parlare di robe blogosferico-barcampico-internettiane e dedico un post al RomeCamp2008, che si preannuncia un&#8217;evento davvero niente male, e dal quale mi sto già facendo coinvolgere convintamente nonostante i 4 mesi di distanza dal fatidico giorno (anzi due).</p>
<p><a href="http://pendodeliri.splinder.com/post/17834872#17834872">Antonio Pavolini</a> ha già anticipato alcune delle riflessioni scaturite da un primo incontro con lui e con <a href="http://www.stilografico.com/">Luca Alagna</a>, che nascono da un sentimento comune ben interpretato da <a href="http://www.nicolamattina.it">Nicola</a> e <a href="http://www.vincos.it">Vincenzo</a>, ideatori dell&#8217;evento: c&#8217;è la volontà di sperimentare qualcosa di nuovo per ritrovare la spinta sociale dei primi mitici BarCamp, vista la tendenza recente ad allargare il divario fra il momento social (troppo tramezzin-cazzeggio-total) e il momento &#8220;impegnato&#8221; (troppo accademic-frontal-dupalle). Come superare questo gap, e (ri)portare la socializzazione nei momenti di circolazione delle idee? C&#8217;è bisogno di confronto, ovviamente, ma qualcosa che non siano le domande dal pubblico (ormai raramente polemiche e sanguigne). Io penso (e propongo) che la soluzione sia lavorare sulla formula del talk show, magari non trash come il Jerry Springer, ma sicuramente nemmeno pallosa come le noiosissime tavole rotonde da convegno.<span id="more-805"></span></p>
<p><strong>Il talk show</strong><br />
Immaginiamo allora di scegliere un tema, e di farlo discutere su un palchetto da 4 giovanott* under 30 (per riprendere un tema caro ad Antonio) di cui si sia preventivamente e pubblicamente acclarata la diversità di posizioni sul tema. Aggiungiamo un* di noi ben over 30 (sigh) a moderare/provocare, e sono pronto a scommettere un paio di birre buone che i 20 minuti di dibattito coinvolgeranno pesantemente tutti i presenti, pubblico incluso, ché si sa che la gente si scalda di brutto quando assiste alle discussioni. 20 minuti, si, non di più perchè altrimenti facciamo Porta a Porta. Si sale, ci si scanna su un argomento e si scende.<br />
Grandi pacche sulle spalle, e amic* come prima.</p>
<p><strong>I media</strong><br />
Naturalmente, questa soluzione è pensata anche in chiave di divulgazione mediatica dell&#8217;evento: volete mettere quanto sarà più divertente e stimolante, per chi non potrà essere a Roma, seguire l&#8217;evento in diretta o ondemand? Aggiungo che, come Dolmedia (media partner e sponsor dell&#8217;evento), stiamo pensando di mettere a disposizione l&#8217;infrastruttura delle videochat (la stessa con cui abbiamo fatto le <a href="http://www.democratica.tv/democratichat">Democratichat</a> durante la campagna elettorale), se nel corso della preparazione dell&#8217;evento ci renderemo conto che può essere uno strumento gestibile per la partecipazione da remoto.</p>
<p><strong>Il luogo</strong><br />
Rilancio anche da questi microfoni le idee saltate fuori durante l&#8217;aperitivo di mercoledi 16: proviamo a valutare soluzioni come Alpheus e Qube (ben vengano altre simili), magari costruendo o sposando anche una serata danzereccia/suonereccia ad hoc per salvare il sabato del locale e inventare una bella serata alternativa alla solita cena barcampica dove si finisce sempre intorno a un tavolo di 25 metri a parlare solo con i due/tre che hai intorno (che se ti stanno pure sul caz* so&#8217; dolori, ché capita eh, mica qui poi è vero che ci si vuole tutti bene e siamo tutti amici).</p>
<p>A suivre&#8230;&#8230;.<br />
(approfitto per segnalare il <a href="http://www.romecamp.it">blog ufficiale dell&#8217;evento</a>, e il <a href="http://barcamp.org/romecamp2008">Wiki</a>)</p>
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		<title>E&#8217; dentro di noi.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 08:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ci soffermiamo a pensare all&#8217;idea di giusto e sbagliato che abbiamo coltivato fin da bambini, ci accorgiamo di percepire questa dicotomia su due livelli distinti: c&#8217;è il giusto/sbagliato in senso assoluto, poi c&#8217;è il giusto/sbagliato della pratica quotidiana, del sentire istintivo, quasi rassegnato. A differenza dei protestanti e della loro spietata morale interiore, l&#8217;italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ci soffermiamo a pensare all&#8217;idea di <strong>giusto</strong> e <strong>sbagliato</strong> che abbiamo coltivato fin da bambini, ci accorgiamo di percepire questa dicotomia su due livelli distinti: c&#8217;è il giusto/sbagliato in senso assoluto, poi c&#8217;è il giusto/sbagliato della pratica quotidiana, del sentire istintivo, quasi rassegnato. A differenza dei protestanti e della loro spietata morale interiore, l&#8217;italiano cresciuto nel triangolo chiesa, monarchia e mafia ha costruito la sua cultura intorno al concetto di peccato e perdono, esasperando il doppio passo fino alla sovrapposizione. L&#8217;equazione finale ci dice che l&#8217;italiano medio pontifica sui grandi valori (il <strong>giusto</strong> e lo <strong>sbagliato</strong> assoluti), ma è autorizzato a sbagliare perchè dio lo perdonerà, ma solo in misura della sua potenza e ricchezza (il <strong>giusto</strong> e lo <strong>sbagliato</strong> del quotidiano). </p>
<p>Ecco perchè, in un solo paese, riusciamo ad accettare l&#8217;esistenza di un presidente del consiglio pluri-inquisito che appena eletto fa sfornare una <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/giustizia-6/si-camera-lodo/si-camera-lodo.html">legge per bloccare i suoi processi</a>, la <a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/g8-genova-3/giudici-ciechi/giudici-ciechi.html">condanna-farsa per le vicende di Bolzaneto</a>, e <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_16/celentano_eluana_bottiglie_602781e0-52f8-11dd-a364-00144f02aabc.shtml">l&#8217;accanimento cattolico nei confronti di Eluana</a>, la donna in coma da 16 anni i cui genitori vorrebbero staccare l&#8217;alimentazione forzata. Ma anche un paese in cui l&#8217;albanese e il rom sono sporchi e cattivi e vanno puniti &#8220;a prescindere&#8221;, tranne Elvan che mi imbianca casa e Ana che mi fa le pulizie. Tu potrai anche essere laico, socialista, ateo, ma se guardi in fondo alla tua coscienza, anche tu troverai tracce di questo cancro.</p>
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		<title>I mercati sono querele</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 19:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

		<category><![CDATA[mercato]]></category>

		<category><![CDATA[mosaico arredamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Non mi sono mai piaciute le levate di scudi di un gran numero di persone allineate attorno ad un pensiero solo, magari modellato in modo grossolano. Sono diffidente per natura quanto vedo troppa gente pensarla nello stesso modo, semplicemente perchè non mi sembra naturale. E allora, in questa vicenda dell&#8217;azienda di arredamenti che ha fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi sono mai piaciute le levate di scudi di un gran numero di persone allineate attorno ad un pensiero solo, magari modellato in modo grossolano. Sono diffidente per natura quanto vedo troppa gente pensarla nello stesso modo, semplicemente perchè non mi sembra naturale. E allora, in questa vicenda dell&#8217;azienda di arredamenti che ha fatto causa per diffamazione al giovane <a href="http://www.sarnari.net/">Sergio Sarnari</a> per via di un <a href="http://www.sarnari.net/personale/2008/03/il-mosaico-arredamenti...-che-fregatura/">post</a> particolarmente avvelenato nei loro confronti, ho provato a ragionare a mente fredda, e a non pensare soltanto all&#8217;ovvio tema della libertà di pensiero e di informazione. (<b><i>update</i></b>: fatta salva assolutamente la solidarietà per Sergio, per questa vicenda mi legherei anche al Colosseo). Mi torna invece in mente la frase storica del Cluetrain Manifesto &#8220;I mercati sono conversazioni&#8221;.<span id="more-802"></span></p>
<p>Sergio, nel suo post, racconta la sua amara vicenda di ragazzo 29enne che, deciso a metter su casa con la moglie, si affida alla Mosaico Arredamenti invogliato dalla promessa del 30% di sconto medio sui mobili rispetto ad altri fornitori, e consegna in tempi certi. La lunga vicenda si concluderà quasi un anno dopo, con esborsi nient&#8217;affatto ridotti, e con una quantità di problemi che avrebbero esasperato un cammello. L&#8217;amministratore dell&#8217;azienda, infastidito dal post e forse anche dai commenti allo stesso, decide di querelarlo segnalando la notizia in un commento al post.</p>
<p>Vediamo ora alcune questioni random:</p>
<p>1. Il caso è quasi sicuramente esploso perchè è scattata la querela, altrimenti il post su quel blog lo leggevano in dieci.</p>
<p>2. La <a href="http://www.mosaicointernational.it/">Mosaico Arredamenti</a> ha un sito vetrina &#8220;party like 1999&#8243;.</p>
<p>3. La Mosaico Arredamenti s&#8217;è presa la briga di utilizzare il form dei commenti al blog per preannunciare la querela e non per difendere il proprio operato.</p>
<p>Da queste 3 considerazioni in croce si evince che se la Mosaico Arredamenti non ha uno stratega del marketing è ora che lo assume, se ce l&#8217;ha è ora che lo licenzia.<br />
La verità è che ogni giorno, nei forum, nei blog e altrove, la gente parla e  sparla di prodotti di qualunque tipo. Lo sanno bene gli esperti di buzz marketing che usano questi strumenti (in positivo, almeno generalmente) per diffondere il chiacchiericcio attorno a questo palmare o a quella linea aerea. Io che sono un imprenditore, posso continuare a non tenerne conto? No, non posso. Figuriamoci quanto sono fes*o (eheh) se trasformo in battaglia muscolare questo consueto disinteresse, senza sapere che tentare di zittire la rete con le querele equivale a immaginare di poter stabilizzare l&#8217;Iraq con i carrarmati americani.<br />
Il nostro imprenditore avrebbe dovuto (dovuto!) trovare i modi per rispondere a Sergio usando gli stessi mezzi, e approfittare dell&#8217;occasione per trasformarla in un&#8217;occasione positiva, oppure almeno per confondere le acque, ed evitare il compattamento di un muro da cui si salverà a fatica (almeno su web).<br />
Ecco, più che indignarci per la questione della libertà di informazione, che alla fine siam sempre lì a menarla con questa pur nobile tematica, pensiamo ad indignarci per questa ormai intollerabile e cieca ignoranza delle dinamiche della rete. Che possono anche diventare coltelli acuminati.</p>
<p>Ne parlano <a target="_blank" href="http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/400000-euro-di-risarcimento-per-un-post.html">Marco</a>, <a target="_blank" href="http://www.pensierineccesso.it/2008/06/10/blog-e-liberta-di-espressione/">Maxime</a>, <a target="_blank" href="http://www.lucasartoni.com/">Luca</a>,&nbsp; <a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/2314627/PI/News/Sequestrato-un-altro-blog-italiano/p.aspx">Punto-Informatico</a>, <a target="_blank" href="http://www.disordine.com/2008/06/09/blogosfera-vs-avvocati/">Cristian</a>, <a target="_blank" href="http://tommaso.tumblr.com/post/37780431/come-un-post-pu-far-male-ed-un-commento-pu-far">Tommaso</a>, <a target="_blank" href="http://www.catepol.net/">Catepol</a>, <a href="http://www.matteomoro.net/2008/06/10/un-anno-per-i-tuoi-mobili-e-pure-ti-lamenti-e-io-ti-denunzio">Matteo</a>, <a target="_blank" href="http://rd.minimarketing.it/post/37778729/scrivo-la-presente-in-qualit-di-amministratore">Folletto</a>, <a target="_blank" href="http://www.infoservi.it/public/post/denunciami-768.asp">Alberto</a>, <a target="_blank" href="http://www.pseudotecnico.org/blog/2008/06/10/di-blog-e-diffamazione/">Pseudotecnico</a>, <a target="_blank" href="http://livepaola.wordpress.com/2008/06/10/italian-blogger-sued-for-eur-400000-by-furniture-store/">Paola</a>, <a href="http://gattostanco.diludovico.it/archivio/2008/06/10/e-se-avesse-qualche-ragione-il-mobiliere/">Gattostanco</a></p>
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		<title>L&#8217;impietosa cronologia inversa</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 13:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendo spunto dal breve pezzo di oggi di Gaspart, che rilancia un lungo, bellissimo post di Gilgamesh sulla vicenda del Myanmar. Il tema è semplice, quanto antico: le tragedie, specie quelle lontane dall&#8217;occidente, vengono lasciate indietro e dimenticate. Ma c&#8217;è un elemento forse nuovo in questa storia che nuova non è, su cui forse vale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo spunto dal breve <a href="http://www.gaspartorriero.it/2008/05/che-fine-ha-fatto-il-myanmar.html">pezzo di oggi di Gaspart,</a> che rilancia un lungo, bellissimo <a href="http://gilgamesh.splinder.com/post/17273767/Solidarietà">post di Gilgamesh</a> sulla vicenda del Myanmar. Il tema è semplice, quanto antico: le tragedie, specie quelle lontane dall&#8217;occidente, vengono lasciate indietro e dimenticate. Ma c&#8217;è un elemento forse nuovo in questa storia che nuova non è, su cui forse vale la pena di fare una riflessione in più: oggi abbiamo sia gli strumenti per evitare che ciò accada, sia per constatare che, in effetti, NON accade.<br />
<span id="more-801"></span></p>
<p>Proviamo a fare un giro su <a href="http://summize.com/search?q=myanmar">Summize</a> (ore 12.45 del 30/5/2008) usando il tag Myanmar: notiamo che c&#8217;è in media un messaggio e/o un blog post ogni dieci minuti su questo tema, nelle più varie declinazioni possibili (articoli di newspaper online, veloci considerazioni, rimandi a post di blog, ecc). Per capirci, nelle ultime due ore ci sono almeno 15 <em>items</em> online che parlano di Myanmar, e a ben vedere non sono (o almeno non sono soltanto) blogger birmani, ma anche <a href="http://tinyurl.com/3plbby">NYT online</a> e <a href="http://tinyurl.com/6xuu2x">MSNBC</a>. Il problema reale allora qual&#8217;è? Che NON se ne parla, o piuttosto che NON lo sappiamo? </p>
<p>Ci sono due fenomeni che si incrociano: da una parte sappiamo che qualunque argomento al mondo gode di una produzione di contenuto e di un suo pubblico (la solita coda lunga, per capirci), dall&#8217;altra il fenomeno del &#8220;digging globale&#8221; fa sì che non soltanto determinati contenuti emergano a discapito di altri (la &#8220;testa&#8221;), ma che molto più rapidamente determinati temi non caratterizzati da eventi di risonanza, finiscano in fondo al rullo molto velocemente, dandoci la sensazione della dissolvenza nel nulla. Insomma, molte più persone parlano di molti più argomenti, che però vengono bruciati molto più rapidamente. </p>
<p>Per fortuna accade che <a href="http://gilgamesh.splinder.com/post/17273767/Solidarietà">qualcuno</a> scrive un bel post su quell&#8217;argomento, <a href="http://www.gaspartorriero.it/2008/05/che-fine-ha-fatto-il-myanmar.html">qualcun&#8217;altro </a>lo rilancia affinchè anche io possa leggerlo, e io magari, come ho fatto, posto un link a <a href="http://summize.com/search?q=myanmar">Summize</a> che propone altri approfondimenti sul tema. E così via. </p>
<p>Bello no?</p>
<p>(ne parla anche <a href="http://www.spiritum.it/squonk/?p=2455">Squonk</a>)</p>
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		<title>Il clima di Roma e dell&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 16:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Le avvisaglie le avevamo avute la sera del trionfo di Alemanno, quando una gran folla di scalmanati si riversava nelle strade del centro e sotto il Campidoglio inneggiando alla presa della città. Ma un po&#8217; di sana lucidità mentale ci avrebbe consentito di vedere e capire ben prima, quando furbi populisti cavalcavano sonoramente fatti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le avvisaglie le avevamo avute la sera del trionfo di Alemanno, quando una gran folla di scalmanati si riversava nelle strade del centro e sotto il Campidoglio inneggiando alla presa della città. Ma un po&#8217; di sana lucidità mentale ci avrebbe consentito di vedere e capire ben prima, quando furbi populisti cavalcavano sonoramente fatti di cronaca per dipingere (e di conseguenza creare) uno scenario di terrore e paranoia. Come ampiamente prevedibile, il clima costruito ad arte sta cominciando a dare i suoi frutti, e un certo numero di giustizieri della notte, sentendosi spalleggiato da chi, per mesi, ha sdoganato l&#8217;intolleranza bieca e acritica per convenienza elettorale chiamandola libertà (paradosso dei paradossi), ha iniziato ad operare senza vergogna in giro per la città. <span id="more-800"></span></p>
<p>Prima il <a href="http://tinyurl.com/5yawau">raid al pigneto</a>, poi il <a href="http://tinyurl.com/4png8c">pestaggio del conduttore di Radio DeeGay</a>, e oggi <a href="http://tinyurl.com/6s64tf">gli scontri all&#8217;Università</a>, sono solo i movimenti iniziali di un incendio che, alimentato ad arte, divamperà presto. Alemanno esprime pubblicamente dura condanna, ma è evidente che a personaggi come lui ed altri della stessa fazione politica non può che tornare utile un circolo vizioso di terrore e terrorismo: da migliaia di anni a questa parte, maggiore è la paura, più volentieri vengono accettate restrizioni della libertà di chi è indicato come minaccia per la società (potenzialmente chiunque, lo vorrei ricordare). E allora vogliamo dire che &#8220;questi eventi non hanno matrice politica&#8221;? Diciamolo, ma è inutile. La matrice politica è questo clima subculturale voluto e creato da chi cerca sponde per riportarci nel medioevo degli scontri etnici e delle guerre fra poveri. E&#8217; il cerino lasciato cadere con cinica nonchalance in un barile di benzina lasciato indisturbato per troppo tempo da troppi soggetti. E noialtri, forse perchè già storditi dal caldo e con la mente rivolta alle vacanze, non stiamo capendo quel che sta accadendo. O forse si, ma non sappiamo cosa fare. Ma il governo <a href="http://tinyurl.com/4l3zgq">è stato battuto</a> sulla tutela della caccia e della pesca. Evviva. Urrà.</p>
<p>Mi associo al grido di dolore di <a href="http://www.pm-10.net/questa-italia-che-mi-da-la-nausea/">pm10</a>, <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200805/004336.html">.Mau.</a>, <a href="http://blogaprogetto.wordpress.com/2008/05/25/il-paese-dello-squadrismo-e-del-manganello/">Sono un precario</a>, <a href="http://www.sirdrake.tv/2008/05/25/lemergenza-non-e-gay/">SirDrake</a>, e <a href="http://www.fermentigattici.net/archivio/2008/05/25/aggressioni-a-froci-e-extracomunitari-mancano-gli-strilloni-anche-quelli-della-rete/">GattoNero</a>.</p>
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		<title>Le Gallerie!</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 16:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Voice over]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cos'è che ci impedisce di usare il telefono per quasi due ore? Una catastrofe nucleare? Un blackout elettrico, o di telecomunicazioni? No, le GALLERIE.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma è mai possibile che nell&#8217;anno VIII del secolo XXI, gonfi di diavolerie elettroniche per essere connessi al mondo intero, in grado di effettuare complesse operazioni basate su web services che chiamano altri web services, capaci di <a href="http://tinyurl.com/6esbkp">accendere e spegnere le luci di casa con Twitter</a> (per dire la tecnologia eh), non possiamo usare niente di tutto questo (ma nemmeno il TELEFONO) tra Roma e Firenze perchè&#8230;. perchè.. perchè ci sono le GALLERIE! Le GALLERIE! Questa insormontabile barriera architettonica ci impedisce di usare il TELEFONO per quasi due ore!</p>
<p>PS Non c&#8217;entra niente ma cercando su Google il link su Vimeo del <a href="http://tinyurl.com/6esbkp">tizio che spegne le luci</a> usando Twitter, mi sono imbattuto in un articolo su <a href="http://tinyurl.com/4aghlk">Yahoo UK</a> che ne parla senza linkarlo. E che solo Repubblica. Eddai.</p>
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		<title>Il circolo vizioso del fatalismo e dell&#8217;incompetenza</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 15:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

		<category><![CDATA[amazon]]></category>

		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[second life]]></category>

		<category><![CDATA[simone brunozzi]]></category>

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		<description><![CDATA[La vicenda di Simone Brunozzi, programmatore assunto da Amazon come AWS Evangelist, ci insegna molto di più che la semplice parabola di un ragazzo in gamba e volitivo che ha fatto di tutto per ottenere il lavoro della sua vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con curiosità e interesse la <a href="http://ubuntista.wordpress.com/2008/05/23/come-sono-stato-assunto-da-amazon/">vicenda di Simone Brunozzi</a>, 31enne programmatore italiano assunto da Amazon come evangelist per AWS Europe. E generalmente, ciò che leggo con curiosità e interesse si sedimenta, fermenta, e mette in moto sensazioni che prendono forma e carattere dopo qualche giorno.<br />
La storia di Simone è semplice nella sua cinematografica complessità: ha scoperto l&#8217;esistenza di una posizione professionale che l&#8217;avrebbe finalmente potuto gratificare, si è reso conto di avere i numeri giusti per giocarsela, ha fatto tutto quello che (lecitamente) poteva per ottenere l&#8217;assunzione, e alla fine l&#8217;ha ottenuta. Ad una prima, superficiale lettura potrebbe sembrare la storia di un qualunque ragazzo rampante ed arrivista che cerca di perseguire un obiettivo di carriera<br />
Ma a ben leggere, è proprio la complessità di questa storia che cela fra le righe ciò che veramente le dà un senso diverso.<span id="more-798"></span></p>
<p>Simone è un ragazzo capace ed evidentemente sicuro delle sue potenzialità, e non necessariamente di potenzialità specifiche. E&#8217; infatti un ragazzo dalle competenze trasversali, sveglio, volitivo e curioso, che ha saputo &#8220;capire&#8221; che l&#8217;occasione era adatta per spendere l&#8217;insieme dei suoi skills e attitudini, e che ha pensato, progettato, realizzato e spedito un bel pezzo di software che riteneva essere la prova (in)tangibile e inconfutabile di ciò.<br />
Fotografiamo questo concetto, e guardiamoci intorno: quante persone conosciamo in grado di raccontarci una storia analoga a questa? Io pochissime. Mentre invece ne conosco molte che hanno ottenuto alte posizioni di privilegio in questo paese grazie a colpi bassi, puro self-marketing, o nepotismi vari. Ecco ciò che rende la storia di Simone diversa, se non unica: da noi esiste una correlazione circolare viziosa fra il livello reale di competenza richiesto (e misurabile) dalle aziende, e l&#8217;attitudine culturale di chi cerca il lavoro. Gli italiani imparano da quel che vedono nelle aziende che se hai sufficiente faccia come il culo o parenti importanti puoi perseguire posizioni di prestigio/privilegio, se hai meno f-c-c o parenti meno importanti, ti puoi accontentare di un posto sicuro. Questi italiani finiscono poi nelle aziende, e a loro volta selezionano altri sulla base degli stessi criteri.<br />
Insomma, anche ipotizzando l&#8217;esistenza in Italia di una posizione simile a quella proposta da Amazon, se Simone avesse tentato qui lo stesso percorso, cosa avrebbe ottenuto? Noi italiani reiteriamo all&#8217;infinito questo mix di fatalismo e pigrizia, le aziende continuano ad essere gestite da manager poco competenti e molto presuntuosi, e così via. E non se ne esce. </p>
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		<title>Alla fine riaprì il blog</title>
		<link>http://www.wouq.com/voiceover/alla-fine-riapri-il-blog</link>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 10:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Voice over]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo apro, lo chiudo, gli cambio nome, lo riapro, lo richiudo. Alla fine io, il mio blog, lo amo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo blog, in forme diverse (ma neanche poi tanto) esiste dal 2001. Sette anni in cui la mia vita è cambiata in modi inimmaginabili, al punto che a rileggere i post di cinque sei anni fa, sono portato a pensare che a raccontare sia un&#8217;altra persona, e forse è proprio così.<br />
Alla fine, anche se con un&#8217;attenzione maggiore ai video e alle storie, e molta minore (quasi zero anzi) alle geekerie come cura contro l&#8217;autoreferenzialità, questo sarà ancora, come è sempre stato, semplicemente un blog, una cosa bella, mia, di cui non posso e non voglio proprio fare a meno. Un ciao a chi è capitato in questi lunghi anni sulle mie parole, e a chi avrà voglia di scoprirle solo ora.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un giorno con Simone</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 22:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

		<category><![CDATA[current]]></category>

		<category><![CDATA[ied]]></category>

		<category><![CDATA[simone legno]]></category>

		<category><![CDATA[tokidoki]]></category>

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		<description><![CDATA[Simone Legno, designer romano, a 25 anni ha raccolto tutto il suo coraggio ed è partito per gli USA, da dove ha conquistato il mondo con Tokidoki, il suo marchio legato alla moda. Oggi, a 30 anni, è tornato in italia per incontrare per la prima volta i suoi fans, e i giovani studenti che stanno tentando la sua stessa strada.

In quella occasione ho incontrato lui, i suoi fans, e il team vincitore del progetto di co-marketing, e ne è venuto fuori questo racconto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin-right:8px;"><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="400" height="400"><param name="movie" value="http://current.com/e/88957927" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://current.com/e/88957927" width="400" height="400" wmode="transparent" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" ></embed></object></div>
<p>Simone Legno, designer romano, a 25 anni ha raccolto tutto il suo coraggio ed è partito per gli USA, da dove ha conquistato il mondo con Tokidoki, il suo marchio legato alla moda. Oggi, a 30 anni, è tornato in italia per incontrare per la prima volta i suoi fans, e i giovani studenti che stanno tentando la sua stessa strada. </p>
<p>In quella occasione ho incontrato lui, i suoi fans, e il team vincitore del progetto di co-marketing, e ne è venuto fuori questo racconto.</p>
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