Dicembre 12 2007 |
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3.0, Web, social network
Un’interessante post di Anna Zelenka su GigaOM discute la possibilità che il proprio blog basato su un’installazione di Wordpress (e aggiungerei, qualunque altra presenza strutturata personale in rete) possa diventare un nodo di quel social networking distribuito di cui tanto si discute in questo periodo (vedi The Social Graph problem di Brad Fitzpatrick), citando gli esperimenti di Steve Ivy (vedi DiSo) per esporre la propria contact list verso altre community.
In sostanza, perchè registrarsi in duecentomila social network e ogni volta riaggiungere i propri amici? (citando Brian Clark, “è come ristrutturare la cucina di una casa in affitto”). Beh, la risposta (shortsighted) è semplice: ogni social network tira acqua al suo mulino. Ma in effetti, cosa succederebbe se io potessi partire dalla mia identità online rappresentata per (buon) esempio da un blog, e potessi associare la mia identità (open ID, amici, ecc) a vari social network? Succederebbe che l’attività di social networking sarebbe in generale più elevata, e che il focus di ognuno di essi sarebbe il contenuto e il plusvalore offerto. Il numero di utenti “associati” conta quanto il numero di utenti “registrati”, quindi il tema della patrimonializzazione del proprio asset è salva; inoltre, la social network portability risolverebbe la barriera d’ingresso della registrazione e dell’avvio della propria attività in ogni nuovo luogo virtuale.
Certo, è possibile che un approccio di questo tipo finisca col privilegiare le community fortemente tematizzate (come Last.fm) a danno di quelle più generaliste (Myspace, Facebook), ma mi pare difficile riuscire a contrastare un fenomeno che da’ la sensazione seria di voler prendere piede e di diventare quello che già si chiama web 3.0.
Dicembre 2 2007 |
in
Web, social network
Vedi quant’è brava Elena, io ricevo l’invito di Giovy ad iscrivermi Naymz, lo accetto, mi iscrivo e basta. Lei fa lo stesso, ma poi ci fa su un bel post. E vabbè, io ho smontato e rimontato un armadio, vale?
Comunque, Naymz potrebbe essere una valida alternativa a Linkedin, anche se francamente mi pare abbia un’apparenza un po’ fredda e cheap. Interessante il repscore, meccanismo di punteggio reputazione che cresce all’aumentare delle azioni virtuose dell’utente (banalmente, anche confermare l’email fa guadagnare punti), un po’ banali le premium features per le quali chiedono quasi 5$ al mese.
Per ora Linkedin mi pare inarrivabile. Vedremo.
Novembre 28 2007 |
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Web, social network, vite digitali
Per i curiosi, questo post su blogoscoped mostra screenshot di Moma, l’intranet di Google, con dovizia di descrizioni. Ci sono alcuni particolari curiosi, come il Google Percent, un’applicazione che mostra quanti impiegati sono più “freschi” d’assunzione rispetto a un qualsiasi altro impiegato, oppure la ricca e dettagliatissima ricerca interna.
Novembre 22 2007 |
in
2.0, Web, africa

Un collage di siti 2.0 made in Africa. Su Flickr l’immagine originale con la mappatura di tutti i link.
(Via Read/Write web, il post originale è su Black Looks, l’immagine è di Neville Newey)
Novembre 20 2007 |
in
Web, internet tv
Dopo una serie di esperimenti, e grazie all’indefesso lavoro dei nostri DEVs (in particolare l’ottimo Giovanni), finalmente cominciamo a fare sul serio con Silverlight, la nuova piattaforma di Microsoft per lo sviluppo di RIA.
Il primo concreto esempio è la webtv del MEI, il Meeting per le etichette indipendenti che avrà luogo a Faenza dal 23 al 25 Novembre. La webtv ufficiale del MEI nasce come canale di Bufo.TV, un progetto a due mani di DOL e Digital Bees, in forza di una robusta collaborazione nata in occasione dell’edizione 2007 e destinata a riservare interessanti sorprese per il dinamico mondo della musica online.
Attualmente, la webtv del MEI contiene materiali realizzati nel corso dell’edizione 2006, e alcuni videoclip presentati al premio PIVI 2006, ma come dolmedia saremo presenti a Faenza durante questo weekend per una ricca copertura dell’evento .
Silverlight insomma sembra promettere davvero molto bene; non è ancora una tecnologia del tutto matura, ma il plugin funziona bene (a parte qualche bug), gira benissimo su Mac (e presto su Linux grazie al Momo project), ed è scriptabile all’inverosimile consentendo una innovativa integrazione a livello UI grazie allo standard XAML - tutta un’altra storia rispetto alle mille versioni di script necessarie per interagire con gli object.
Ovviamente ogni commento e segnalazione di problemi è ben accetta!
Maggio 8 2007 |
in
Geekness, Web, social network
Dopo ning.com, anche me.com lancia un servizio che consente di creare il proprio social network. Le caratteristiche sono più o meno simili, anche se me.com sembra effettivamente più orientato al cloning di MySpace, come giustamente fa notare Kristen Nicole. Indubbiamente la “coda lunga” può portare al successo un sistema di communities fortemente di nicchia, ma continuo ad avere la sensazione che, con un approccio di questo tipo, difficilmente si potrà garantire lo stesso florido successo di newsgroup, forum e mailing list, che certo richiedevano un minore effort da parte degli utenti.
Ma attenzione, me.com è basato su un engine che si chiama Snapp, che prevede varie tipologie di servizio: da un’offerta free molto basic, fino al poter avviare un proprio social network completamente customizzato e brandizzato, fornito di apposite custom API.
Ecco, mi pare di poter dire che un sistema che preveda una reale interoperabilità con altri sistemi, possa a quel punto giovarsi di quell’energia distribuita (in entrata e in uscita) che può far crescere esponenzialmente una community molto oltre la capacità reale degli utenti che la animano, e può quindi decretarne un successo, anche se solo di nicchia, che non credo sia possibile in sistemi chiusi e autosufficienti.
O no?
Aprile 5 2007 |
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Eventi, Web
Oggi è il CSS naked day, una giornata di sensibilizzazione verso l’uso semanticamente corretto dell’HTML, ideata da Dustin Diaz. Per partecipare è sufficiente eliminare i fogli stile dal proprio sito (e se si vede un puttanaio, vuol dire che questa giornata serve a qualcosa), ed iscrivere il proprio sito alla pagina dell’iniziativa. Già circa un migliaio di siti hanno aderito. Che aspetti? Getta i vestiti del tuo sito!