Settembre 18 2008 |
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Mondoreale
Come molti sanno, Barbara, che scrive un bellissimo blog da me scoperto purtroppo solo ora (nonostante sia ben longevo), il 13 settembre ha vissuto una spiacevole vicenda di discriminazione alla Carrefour di Assago. Il suo post di denuncia ha fatto il giro della rete, e la massa critica dei commenti negativi ha spinto l’azienda ad entrare in contatto con Barbara per porgere le scuse, e rimediare per quanto possibile individuando i “colpevoli” della brutta vicenda. Questa vicenda a mio parere ci insegna due cose:
- Nonostante la blogosfera sia tutt’altro che il tg1 e non più che una nicchia della nicchia, aziende illuminate come la Carrefour sono evidentemente molto attente alla rete e ai suoi effetti di “reflecting” e di “valanga” che possono trasformare una vicenda isolata in un caso gigantesco. Fosse anche soltanto per estinguere fiammelle prima che diventino incendi, l’azienda è in ascolto.
- I temi che raggiungono la massa critica necessaria per il livello di ascolto vengono naturalmente depurati da una responsabilità diffusa e sufficientemente metabolizzata: il sesto potere non è come gli altri, perchè esso, al suo interno, possiede una serie di meccanismi di controllo intrinseci, che lo rendono un meccanismo democratico per definizione.
Novembre 29 2007 |
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Mondoreale
Io non ho parole, questa gente ha bloccato la città come se niente fosse, per preservare i propri meschini privilegi. Ma perchè non li arrestano tutti? Va bene lo stato di diritto, ma ora mi pare stiamo esagerando, no? Forse chi non è a Roma non ha la chiara percezione di quello che sta accadendo: la città è completamente BLOCCATA, hanno fatto presidi ovunque in mezzo alle strade con i loro taxi. Allucinante. Allucinante.
Novembre 28 2007 |
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Mondoreale
Io, francamente, penso che i tassisti romani hanno rotto le palle.
Novembre 22 2007 |
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Mondoreale
Una decina di queste cose, e si cambia l’Italia.
Novembre 19 2007 |
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Mondoreale, Politica
Silvio sa come gestire la comunicazione, lui che per primo ha capito che la politica si può vendere come un prodotto, lui che da tempo ha capito che ciò che conta non è il prodotto, ma la sua risonanza.
Con una strategia studiata a tavolino, Berlusconi strappa definitivamente con gli alleati avviando una vertiginosa fuga in avanti con l’annuncio della nascita del Partito del popolo della libertà. Fumo, il cui risultato è invecchiare la sua “strategia della spallata”, e presentarsi come novità politica, posizione provilegiata dalla quale può permettersi di aprire al confronto sulla legge elettorale evitando la trappola di Fini e Casini.
E come già accaduto più volte, qualsiasi cosa si dirà contro di lui non farà altro che fare il suo gioco, vista l’inclinazione tutta italica alla seduzione carismatica del potente populista. C’è solo da augurarsi che il numero di persone sedotte da questo “nulla” che Berlusconi vuole venderci diminuisca sempre di più. Davvero non possiamo più permetterci di giocare a rimpiattino con i nostri stessi problemi.
Maggio 13 2007 |
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Eventi, Mondoreale, Politica
Da ieri è online il blog della nuova casa editrice Chiarelettere, primo passo di un percorso più ampio che porterà al lancio di una serie di blog a carattere giornalistico, contraddistinti dalla stessa filosofia editoriale dei libri:
Abbiamo deciso di dar vita a Chiarelettere per creare uno spazio dove l’informazione e la cultura possano sottrarsi all’influenza sempre più evidente di partiti, associazioni, gruppi economici e religiosi.
Per controllare e stimolare criticamente tutti i poteri, di qualsiasi colore politico.
Per raccontare il presente scoprendo nuove energie politiche e sociali.
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Tutta l’attività online della casa editrice è elaborata a quattro mani assieme a Il Cannocchiale, la cui nuova versione (on line in beta da qualche giorno) caratterizza sempre più la piattaforma di blog come social network dedicato al mondo dell’informazione (politica, ma non solo).
Stasera saremo a Torino, presso la Sala Gialla del Salone del Libro. Chiarelettere presenterà il nuovo libro di Oliviero Beha Italiopoli (nonchè prima uscita della casa editrice), e noi, oltre a filmare la presentazione, realizzeremo una serie di videointerviste che verranno pubblicate nei prossimi giorni sul blog di Chiarelettere.
Dal blog di Chiarelettere sul libro di Beha:
Un paese che affonda sotto i colpi di una classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un deserto di valori.
Un ceto politico affannosamente complementare nella finzione tra destra e sinistra.
Un potere barricato in un Residence privo di cultura, che sostituisce la realtà con la sua rappresentazione televisiva.
L’Italia mafiosa di oggi, ben oltre la mafia tradizionale negli interessi e nei comportamenti.
Un viaggio della mente e del cuore per denunciare una società in pezzi, e cogliere i segnali di “nuove resistenze” nella stagione peggiore degli ultimi cinquant’anni.
Vi aspetto!
Maggio 11 2007 |
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Mondoreale
In sei anni di vita del mio blog, avrò cancellato si è no due o tre post, sicuramente mai quelli molto commentati. Stavolta ho deciso di fare un eccezione. Spiego.
Ieri, leggendo la notizia dell’incidente occorso ad un pullman che trasportava 41 bambini (di cui due sono morti), il cui conducente è stato trovato positivo alla cannabis, ho avuto una reazione molto forte. Il senso del mio sfogo era il seguente: non sono un proibizionista, sono anzi un convinto sostenitore della legalizzazione delle droghe leggere, ma se il conducente dell’autobus aveva “fumato” prima di mettersi alla guida di un mezzo che trasportava 41 bambini, ha fatto un errore imperdonabile, peraltro fornendo un ottimo spunto a quanti pensano che chi fuma spinelli dovrebbe andare in galera. Il post, dio sa perchè, è stato ripreso da Libero (ritenuto particolarmente valido, mah), che peraltro lo ha inserito in un discutibile format che titola “La droga uccide. Alla faccia di chi dice che le canne non sono pericolose” (gli ho chiesto di rimuoverlo per questa ragione).
Risultato: questo blog s’è trasformato in un forum di belligeranti fanatici sul tema droga sì droga no, con toni in molti casi qualunquistici e semplicistici almeno quanto il mio post che li ha scatenati. Non volendo, sono caduto nella trappola giornalistica del sensazionalismo, e questo non mi va.
Ho quindi deciso di rimuovere il post semplicemente perchè non sento che rappresenti il mio reale pensiero, che su questo tema (come su molti altri) è decisamente più articolato e meno tranchant di quanto le mie parole potessero far pensare. Colgo quindi l’occasione per fare alcune precisazioni.
- Sono un convinto sostenitore della legalizzazione (e non della liberalizzazione) delle droghe leggere, il cui primo obiettivo dovrebbe essere la sottrazione di un mercato enorme alle associazioni a delinquere, e la sanificazione di un prodotto spesso snaturato e maleficamente edulcorato per via dell’asssenza del benchè minimo controllo qualitativo.
- Insisto col dire che il problema è culturale. Se io mi faccio una canna in riva al mare e poi torno a casa a piedi non creo problemi a nessuno. Se io mi faccio una canna e poi mi metto alla guida di un’auto, divento un potenziale pericolo per me e per chi mi sta intorno (ma è lo stesso se mi faccio fuori una bottiglia di ottimo Brunello di Montalcino). Se io mi faccio una canna e poi mi metto alla guida di un pullmann che porta in gita 41 bambini, sono un irresponsabile.
- Non ho precisa cognizione su quanto tempo permanga la cannabis nel sangue, probabilmente anche oltre la durata degli effetti sul sistema nervoso; resta quindi tutta da verificare l’effettiva colpevolezza di questo tizio, a cui magari s’è semplicemente rotto il volante dell’autobus (e la canna magari se l’era fatta due giorni fa in riva al mare).
Ecco, ora va molto meglio.