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	<title>Fabrizio Ulisse &#187; Internet TV</title>
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	<description>Pensieri taggati e gettati nella mischia</description>
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		<title>Social TV e brand: sarà solo advertising?</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 08:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet TV]]></category>
		<category><![CDATA[social tv]]></category>

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		<description><![CDATA[La Social TV apre nuove frontiere di relazione fra brand e utenti. Ma i brand dovranno fare un passo avanti, e fare social tv da soli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da <a href="http://www.playthetv.com/it/opinions/social-tv-for-brands-is-it-really-all-about-advertising/">PlayTheTV</a>) La bellezza di Internet è la disintermediazione. Fin dagli anni &#8217;90 aziende e brand interagiscono direttamente con consumatori, utenti e fan. Tutto è cominciato con email e siti web, poi sono arrivati i forum e le communities, ed ora è il tempo dei social media. Nulla è stato sostituito: abbiamo ancora i siti web corporate, abbiamo ancora la disseminazione e le conversazioni su forum tematici, ed ora abbiamo <a href="http://www.facebook.com">facebook</a>, <a href="http://www.twitter.com">twitter</a> e <a href="http://plus.google.com">google+</a>. Ma fin dall&#8217;inizio, i brand hanno esplorato creativamente nuovi modi di andare oltre  banner e sponsorizzazioni, e di interagire senza intermediazione: hanno creato <a href="http://www.articlesbase.com/internet-articles/history-of-flash-games-and-how-it-has-evolved-747482.html">giochi in flash</a>, fan forums, e pagine facebook, per testare nuovi paradigmi di conversazione, perchè hanno capito immediatamente che la visibilità sui media internet frequentati da milioni di visitatori è solamente il primo passo verso la <em>loyalty</em> degli utenti.</p>
<p>Come sappiamo, dopo il mondo mobile, internet sta penetrando nello schermo televisivo. Il paradigma della social tv come lo conosciamo ora è estremamente semplice: le persone guardano i loro show preferiti in tv, e interagiscono con altri che fanno la stessa cosa usando smartphone, tablets e notebook. Questa zona di interazione, presto sarà popolata di ads targetizzati ed interattivi. I broadcasters guadagneranno soldi, i brands traffico e conversioni, i consumatori godranno della tv interattiva sul loro second screen, in buona parte in modalità ancora da inventare. Ma anche questa volta, i brand cercheranno di andare oltre, alla ricerca di spazi di interazione disintermediata con i consumatori. </p>
<p><strong>Ma in che modo i brand faranno social tv? In che modo sfrutteranno i nuovi paradigmi del second screen?</strong> Secondo me la risposta è semplice: <strong>Brand e aziende integreranno il second screen negli eventi corporate e promozionali live.</strong>. </p>
<p>In effetti, sta già accadendo, ogni volta che consumatori e utenti usano twitter e facebook per condividere pensieri e opinioni durante eventi live. Quante persone usano un tablet o uno smartphone mentre partecipano ad un evento, o aprono altre finestre del browser mentre guardano uno stream live? I keynote di Steve Jobs sono probabilmente un ottimo esempio di di branded social tv basata su second screen, solo che non hanno ancora questo nome, e soprattutto non ci sono ancora strumenti per confezionarli in questo modo. Ma è questione di poco tempo&#8230;</p>
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		<title>Social TV: il modello di Convore più adeguato di Miso?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 14:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet TV]]></category>
		<category><![CDATA[convore]]></category>
		<category><![CDATA[miso]]></category>
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		<description><![CDATA[(da PlayTheTV) &#8211; La popolare applicazione social tv Miso crescerà da check-in service a luogo di conversazione, come preanunciato dal CEO di Bazaar Labs Somrat Niyogi a Janko Roettgers su NewTeeVee di GigaOM. &#8220;Il check-in è soltanto l&#8217;inizio, una feature che aiuta la conversazione, ma non è il focus della conversazione&#8221;. Dobbiamo quindi aspettare è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(da <a href="http://www.playthetv.com/it/ideas/social-tv-is-the-convore-model-better-than-the-miso-model/">PlayTheTV</a>)</em> &#8211; La popolare applicazione social tv <a href="http://www.gomiso.com">Miso</a> crescerà da check-in service a luogo di conversazione, come preanunciato dal CEO di  Bazaar Labs  Somrat Niyogi <a href="http://gigaom.com/video/miso-moves-past-check-ins/"> a  Janko Roettgers</a> su NewTeeVee di GigaOM. &#8220;Il check-in è soltanto l&#8217;inizio, una feature che aiuta la conversazione, ma non è il <em>focus</em> della conversazione&#8221;.  Dobbiamo quindi aspettare è vedere come si concretizzerà la vision di una delle più promettenti app di Social TV.</p>
<p>Nel frattempo, ho avuto modo di testare un nuovo interessante servizio di nome <a href="http://www.convore.com">Convore</a>, non specificamente orientato alla Social TV, ma con un interessante modello, molto adatto alle necessità della Social TV.</p>
<p><img src="http://www.playthetv.com/wp-content/uploads/2011/03/convore-com.jpeg" alt="" title="convore-com" width="560" height="300" class="alignleft size-full wp-image-227" /></p>
<p>Il modello di Convore è semplice: gli utenti si iscrivono a gruppi tematici, creano <em>topics</em>, e conversano in tempo reale. La web app è molto ben progettata, anche l&#8217;app per Iphone è ben fatta, ed è anche disponibile un buon set di API iniziale. Ma la cosa più importante è che la conversazione è intorno al <em>topic</em>, e non intorno al check-in del singolo utente. Questo significa, tradotto nel paradigma Social TV, che si può seguire il gruppo dello show, trovare l&#8217;episodio in corso o che stiamo guardando (il <em>topic</em>) e incontrare persone che guardano lo stesso episodio nello stesso nostro momento. Aggiungi un servizio di check-in che porti gli utenti direttamente all&#8217;episodio dello show che stanno guardando, ed ecco confezionata un&#8217;ottima applicazione per la Social TV.</p>
<p>Giovedi alle 9 di sera proverò a fare un test su Convore con la popolare trasmissione di RaiDue <a href="http://www.annozero.rai.it/dl/portali/site/page/Page-d50a80cb-73ce-4885-830d-c77e45b4885d.html">Annozero</a>, e vediamo cosa ne viene fuori!</p>
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		<title>Perchè YouTube potrebbe essere il miglior framework per le TV connesse, ma non lo è.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 15:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet TV]]></category>
		<category><![CDATA[branded content]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[(Da PlayTheTV) Qual&#8217;è il più usato, conosciuto e implementato servizio internet video al mondo? Ok è facile: è YouTube. E&#8217; un sito web dal 2005, ma è anche un servizio internet implementato in praticamente ogni dispositivo connesso dell&#8217;universo. . Si può trovare YouTube su Roku, Boxee, Apple TV, WDTV live, (quasi) tutti i lettori blu-ray [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(Da <a href="http://www.playthetv.com/it/opinions/why-youtube-could-be-the-best-framework-for-connected-tvs-but-its-not/">PlayTheTV</a>)</em> Qual&#8217;è il più usato, conosciuto e implementato servizio internet video al mondo? Ok è facile: è <a href="http://www.youtube.com">YouTube</a>.  E&#8217; un sito web dal 2005, ma è anche un servizio internet implementato in praticamente ogni dispositivo connesso dell&#8217;universo. <img src="http://www.playthetv.com/wp-content/uploads/2011/03/youtube_icon.png" alt="" title="youtube_icon" width="256" height="256" class="alignleft size-full wp-image-195" />. Si può trovare YouTube su <a href="http://www.roku.com">Roku</a>, <a href="http://www.boxee.tv">Boxee</a>, <a href="http://www.apple.com/tv">Apple TV</a>, <a href="http://wdtv.com/">WDTV live</a>, (quasi) tutti i lettori blu-ray e i TV connessi, vari decoder IPTV, ecc. Si potrebbe quindi pensare che YouTube sia il perfetto framework pervasivo per distribuire i contenuti video indipendenti (o dei propri clienti) su qualunque tv connesso. Ma ci sono un paio di ragioni per cui non è come dovrebbe (o potrebbe) essere: la mancanza della possibilità di sottoscrivere canali, e la carenza delle caratteristiche di condivisione.</p>
<p><strong>YouTube assume che un utente è anche un canale.</strong><br />
Non ho mai capito perchè, come utente, non è possibile creare un canale su YouTube. L&#8217;utente <em>è</em> di fatto un canale, a differenza di Vimeo dove puoi avere un profilo come utente (con tutti i tuoi video, e commenti, e likes, e tutte le tue attività) <em>E</em> puoi anche creare un canale (personale o condiviso). Il modello di Vimeo è perfetto (per gli utenti), perchè puoi essere un utente ma anche un producer. YouTube invece ha un modello clip-centrico, vende il contenuto (con qualche revenue-sharing se i numeri sono interessanti) indipendentemente da chi lo ha creato, e la maggior parte degli utenti hanno imparato a usarlo per guardare l&#8217;ultimo LOLcat, o vari imbecilli fare cose imbecilli. Gli utenti si affidano ai video più visti e più votati, non allo stream di uno user/producer.</p>
<p><strong>Ok, ma è comunque possibile sottoscrivere un user/canale, e questo può creare fedeltà verso il proprio canale ( o quelli dei propri clienti)</strong><br />
Si, è possibile, ma solo sul sito! Non ho testato TUTTI i dispositivi connessi, ma da quel che posso capire, eccetto Roku, nessuna app di YouTube consente l&#8217;accesso alle proprie sottoscrizioni. Propone i propri preferiti, i propri video, ma non le sottoscrizioni.<em> Posso avere un video preferito ma non un canale preferito</em>. Non su Boxee, su Apple TV, su lettori blu-ray players etc. Persino su <a href="http://www.youtube.com/leanback">Leanback</a>, la straordinaria app web-based, feature principale di Google TV, è possibile vedere fondamentalmente <em>clips</em>. [EDIT: su Leanback si può visualizzare il feed dei propri contatti, che però mescola likes, voti, e contribuzioni degli utenti che seguiamo). E non si tratta di una carenza di API, perchè è disponibile una <a href="http://code.google.com/intl/it/apis/youtube/2.0/reference.html#Subscriptions_Feed">API per User&#8217;s subscription feeds</a>. </p>
<p><strong>Bene, gli utenti non possono sottoscrivere canali, ma almeno potranno condividere video dalla comodità del proprio divano</strong><br />
No, non possono! Ok, questo può dipendere da questioni legate all&#8217;autenticazione cross-service, ma rimane il fatto che non è possibile condividere video da YouTube a Twitter o Facebook  con il proprio telecomando. E un servizio che non consente agli utenti di condividere contenuti, è veramente noioso.</p>
<p>Queste sono le ragioni per cui non è possibile affidarsi a YouTube come framework globale per distribuire uno show sugli schermi televisivi, anche in Europa dove la Apple TV (peraltro ancora chiusa alle app) vende come il ghiaccio al polo nord e Roku non è affatto distribuita. Speriamo che nei rilasci futuri delle app di YouTube queste caratteristiche saranno disponibili.</p>
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		<title>Una strategia di marketing per i brands basata sul video online</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 15:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet TV]]></category>
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		<description><![CDATA[(da PlayTheTV) Ci sono opinioni secondo le quali la vera tv interattiva è di fatto soltanto su terminali mobili, perchè le app su tv sono complicate e difficili da trovare e usare, e l&#8217;attuale caos dei terminali non è d&#8217;aiuto. Questo può essere vero al momento, ma quando parliamo di definire un approccio per una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da <a href="http://www.playthetv.com/it/ideas/sharing-a-highlight-of-a-live-video-stream-a-concept/">PlayTheTV</a></em>) Ci sono <a href="http://venturebeat.com/2011/02/18/interactive-tv-has-finally-happened-just-not-on-tvs/">opinioni</a> secondo le quali la vera tv interattiva è di fatto soltanto su terminali mobili, perchè le app su tv sono complicate e difficili da trovare e usare, e l&#8217;attuale caos dei terminali non è d&#8217;aiuto. Questo può essere vero al momento, ma quando parliamo di definire un approccio per una strategia di marketing basata sul video online, non possiamo semplicemente ignorare un contesto in crescita che potrebbe avere una improvvisa accelerazione nei prossimi mesi. E&#8217; quindi una buona idea iniziare ad affrontare terminali mobili e tv con una coerente user experience. Ecco quindi qualche consiglio &#8211; mi auguro utile &#8211; per iniziare.<br />
<span id="more-1078"></span></p>
<h3>STEP 1: Strategia generale</h3>
<ol>
<li><strong>Crea uno show</strong><br />
Gli show temporeaneim, basati su episodi (possibilmente costruiti attorno ad un evento promozionale) possono fornire agli utenti contenuto legato al brand più di un noioso progetto corporate senza termine. Ma è anche un ottimo punto di partenza per sperimentare nuove strategie. Che si tratti di una campagna temporanea o un evento completo, dovrà essere seriale e avere una fine predeterminata prima che gli utenti si annoino. Un ottimo esempio è <a href="http://www.focusrally.com/">Ford Focus Rally</a>.</li>
<p></p>
<li><strong>Crea una conversazione</strong><br />
E&#8217; molto importante produrre i propri video facendo uso delle interazioni sociali degli utenti, rispondendo, discutendo e stimolando gli utenti sviluppando uno stretto workflow di produzione, in modo da creare uan conversazione senza rallentamenti.
</li>
<p></p>
<li><strong>Sii breve e divertente</strong><br />
Non è una sorpresa, i video brevi (dai 5 ai 7&#8242;) funzionano meglio dei video lunghi. Naturalmente quando gli utenti sono comodamente davanti alla tv hanno piacere di rilassarsi davanti ad un video più lungo, ma in questo caso sarà sufficiente progettare l&#8217;applicazione per terminali tv in modo da mostrare i video in sequenza. E&#8217; anche utile essere leggeri e divertenti: aiuta molto se si desidera creare contenuto coinvolgente.</li>
<p></p>
<li><strong>Progetta una user experience transmediale</strong><br />
I terminali connessi non sono browser. E&#8217; necessario identificare pattern coerenti fra i vari terminali, e funzionalità specifiche, progettando una user experience transmediale. Ad esempio si potrà estrarre video da un feed RSS e usare API per connettersi ai social media in tutti i terminali prescelti, ma non è efficiente chiedere ad un utente di usare una tastiera mentre è davanti ad un tv. Sarà quindi il caso di aggiungere la condivisione di contenuto scritto sulle app per terminali mobili, e usare le interfacce tv per navigare, leggere e condividere commenti, twit e video. </li>
<p></p>
<li><strong>Prepara un workflow di distribuzione dei video</strong><br />
I video dovranno essere encodati in H264, per garantire la miglior compatibilità fra terminali. Sarà utile usare un CDN con un server di streaming per distribuire video ad alta qualità. Per distribuire il video, occorre tenere a mente che praticamente tutti i terminali tipicamente utilizzano feed RSS feeds per estrarre liste di video, con titoli, descrizioni, locazione dei file e altri metadati. Quindi la migliore opzione sarà definire un framework con un feed RSS che punta a uno streaming server dove risiedono video in H264.</li>
<p>
</ol>
<h3>STEP 2: Definire servizi web e terminali</h3>
<ol>
<li><strong>Sito web</strong><br />
La strategia avrà un sito web centrale con tutto il contenuto, tutte le possibili interazioni, e tutte le indicazioni per utilizzare il prodotto attraverso i vari terminali. Può essere interessante testare <a href="http://www.wirewax.com/">WireWAX</a> per aggiungere interazioni ai video, è davvero interessante.</li>
<p></p>
<li><strong>YouTube</strong><br />
Se è un video, deve essere su YouTube, chiaro e semplice. <a href="http://gigaom.com/video/11-youtube-tips-from-youtube-experts/">In questo post di Gigaom </a> si possono trovare 11 utili consigli da esperti di YouTube. Aggiungerei alla lista una buona customizzazione del canale YouTube (buoni esempi sono <a href="http://www.youtube.com/frenchconnection">French Connection</a> e <a href="http://www.youtube.com/enelvideo">Enel Video</a>).</li>
<p></p>
<li><strong>Vimeo</strong><br />
<a href="http://www.vimeo.com">Vimeo</a> è uno splendido sito per condividere i propri video, noto per i contenuti di qualità. In questo caso è utile <a href="http://vimeo.com/channels">creare un canale</a> del proprio show.</li>
<p></p>
<li><strong>Google TV</strong><br />
Google TV ha avuto qualche <a href="http://www.playthetv.com/it/gears/google-tv-optimized-websites/">problema di lancio</a>, ma ottimizzare un sito per Google TV è abbastanza semplice, e può valere la pena per essere fra i primi. Sul <a href="http://code.google.com/intl/it/tv/web/">developer site</a> ci sono linee guida, e codice di esempio per procedere.</li>
<p></p>
<li><strong>Terminali mobili  (Android e Apple)</strong><br />
Sviuppare una app mobile implica la conoscienza di Java (per <a href="http://developer.android.com/guide/index.html">Android</a>) e di C++ / Objective C per <a href="http://developer.apple.com/devcenter/ios/index.action">iOS</a>. E&#8217; utile sviluppare un mockup dell&#8217;applicazione usando strumenti per progettare prototipi  (ad esempio <a href="http://www.droiddraw.org/">DroidDraw</a> per Android e <a href="http://lesscode.co.nz/interface">Interface</a> per Ipod/Iphone/Ipad), per poi trovare un bravo sviluppatore che finalizzi l&#8217;applicazione. Sui terminali mobili si integreranno le caratteristiche più social, soprattutto di scrittura di commenti e twit.</li>
<p></p>
<li><strong>Roku</strong><br />
<a href="http://www.roku.com/">Roku</a> è uno dei più interessanti terminali connessi per TV (al momento disponibile solo in USA e Canada). E&#8217; economico (59$ per il modello di base, HD e wifi), ha un&#8217; ottima base di utenza, e lo sviluppo e l&#8217;aggiunta di canali interattivi non è complicato. Il linguaggio di programmazione è BrightScript, simile a Visual Basic. Qui è possibile trovare un buon tutorial in tre parti: <a href="http://blog.defaultroute.com/2010/12/13/building-a-roku-channel-part-1/">parte 1</a> -<a href="http://blog.defaultroute.com/2011/01/04/building-a-roku-channel-part-2/">parte 2</a> &#8211; <a href="http://blog.defaultroute.com/2011/01/24/building-a-roku-channel-part-3/">parte 3</a>.</li>
<p></p>
<li><strong>Boxee</strong><br />
<a href="http://www.boxee.tv/">Boxee</a> è uno dei migliori media center disponibili. E&#8217; possibile <a href="http://www.boxee.tv/make">creare una Boxee Box</a>, o comprare una <a href="http://www.boxee.tv/buy">D-link box</a> già pronta (anche se abbastanza costosa). Come Roku, è possibile creare e aggiungere la propria app, e il framework è piuttosto completo. <a href="http://blog.defaultroute.com/2010/12/13/building-a-boxee-app-part-1/">Questa è la prima parte</a> di un tutorial dedicato allo sviluppo per Boxee.</li>
<p>
</ol>
<p>Sono solo poche note sul come un brand dovrebbe approcciarsi ad una strategia di marketing basata sul video online. C&#8217;è molto di più da dire su contenuto e progettazione- magari in un prossimo post.</p>
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		<item>
		<title>Condividere una clip da una diretta TV – Un concept</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 15:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet TV]]></category>
		<category><![CDATA[live streaming]]></category>

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		<description><![CDATA[(Da PlayTheTV) Quante volte avete desiderato poter condividere una clip da un flusso video in diretta? Un&#8217;azione di una partita di calcio, o una battuta di un politico o di un attore? La vedi, ti piace, e vorresti poterla condividere immediatamente. Quello che segue non è niente di più di un proof-of-concept di come questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(<em>Da <a href="http://www.playthetv.com/it/ideas/sharing-a-highlight-of-a-live-video-stream-a-concept/">PlayTheTV</a></em>) Quante volte avete desiderato poter condividere una clip da un flusso video in diretta? Un&#8217;azione di una partita di calcio, o una battuta di un politico o di un attore? La vedi, ti piace, e vorresti poterla condividere immediatamente. Quello che segue non è niente di più di un proof-of-concept di come questa app potrebbe funzionare facilmente attraverso un semplice telecomando.<br /><span id="more-1075"></span></p>
<p><img src="http://www.playthetv.com/wp-content/uploads/2011/02/01.jpg" alt="You are watching a soccer match" title="01" width="334" height="236"  class="aligncenter size-full wp-image-101"  /><br />
Stai guardando una partita di calcio alla TV, e il tuo calciatore preferito sta per calciare la palla. Trattieni il fiato e ti auguri che la insacchi nella porta! Tra breve forse useremo il tasto &#8220;share&#8221; nella parte in basso a sinistra dello schermo.</p>
<p><img src="http://www.playthetv.com/wp-content/uploads/2011/02/02.jpg" alt="Your favourite player scores!" title="02" width="334" height="236"  class="aligncenter size-full wp-image-106"  /><br />
Grande! Il calciatore ha segnato con un gran tiro! Ora davvero vorresti poter condividere l&#8217;azione che hai appena visto sui tuoi social network preferiti.</p>
<p><img src="http://www.playthetv.com/wp-content/uploads/2011/02/03.jpg" alt="You want to share this score" title="03" width="334" height="236" class="aligncenter size-full wp-image-118" /><br />
Tutto ciò che occorre è premere il pulsante OK sul telecomando.</p>
<p><img src="http://www.playthetv.com/wp-content/uploads/2011/02/04.jpg" alt="A share options overlay appears" title="04" width="334" height="236" class="aligncenter size-full wp-image-119" /><br />
Ora è comparso un overlay sullo schermo, con l&#8217;immagine del primo fotogramma del clip che vuoi condividere, e l&#8217;immagine dell&#8217;ultimo fotogramma, che corrisponde al momento in cui hai avviato il tasto &#8220;share&#8221;. Di default <strong>l&#8217;app condividerà gli ultimi 30&#8243; precedenti il momento in cui hai attivato l&#8217;opzione &#8220;share&#8221;</strong>. Usando le frecce del telecomando sarà però possibile selezionare una diversa durata (come 45&#8243; o 60&#8243;), e l&#8217;immagine &#8220;in&#8221; cambierà di conseguenza.</p>
<p><img src="http://www.playthetv.com/wp-content/uploads/2011/02/05.jpg" alt="You chose the timing, and you&#039;re ready to share" title="05" width="334" height="236" class="aligncenter size-full wp-image-120" /><br />
Dopo aver scelto la durata del clip, potrai scegliere verso quale social network condividere il video. Fai click su OK e il video verrà caricato sui social network che hai scelto!</p>
<p>In termini di interaction design l&#8217;app è piuttosto semplice. Ma quale sarà il suo funzionamento? Dovrebbe essere ugualmente semplice:<strong>gli ultimi 60&#8243; di ciò che stiamo guardando vengono costantemente caricati in un apposito buffer</strong>, di fatto nulla viene effettivamente registrato finchè non premiamo il tasto &#8220;share&#8221;. In quel momento salveremo 30, 45 o tutti i 60&#8243; presenti nel buffer, e questo è ciò che posteremo sui social network.</p>
<p>Vi piace?</p>
<p><em>Le foto della partita sono di  <a href="http://www.flickr.com/photos/chrishedgate/3442828688/">Chris Hedgate</a> e sotto licenza<a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/deed.en">Creative Commons</a></em></p>
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		<title>Ottimizzare siti per Google TV</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 15:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[google tv]]></category>

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		<description><![CDATA[(da PlaytheTV) Google sta ancora cercando di definire identità e strategia di mercato della sua a try at defining its Google TV dopo che i principali broadcasters USA hanno bloccato l&#8217;accesso alle versioni online dei loro programmi, e lo specifico Android Market deve ancora essere lanciato (con alcuni rumours in circolazione). L&#8217;ipotesidi adozione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(da <a href="http://www.playthetv.com/gears/google-tv-optimized-websites/">PlaytheTV</a>)</em> Google sta ancora cercando di definire identità e strategia di mercato della sua  a try at defining its <a href="http://www.google.com/tv" title="Google TV">Google TV</a> dopo che i principali broadcasters USA hanno <a href="http://gigaom.com/video/broadcasters-block-google-tv-but-cant-stop-the-future-2/" title="broadcasters prevent google tv from accessing online content">bloccato l&#8217;accesso</a> alle versioni online dei loro programmi, e lo specifico Android Market deve ancora essere lanciato (con alcuni <a href="http://twitter.com/#!/alsutton/status/28397698562400256" title="on android market, touchscreen is a filtering feature">rumours</a> in circolazione). <a href="http://www.playthetv.com/wp-content/uploads/2011/02/Google-TV-may-plump-for-ARM-chips-.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-74" style="padding-right:5px;" title="Google TV" src="http://www.playthetv.com/wp-content/uploads/2011/02/Google-TV-may-plump-for-ARM-chips-.jpg" alt="Google TV" width="229" height="212" /></a>L&#8217;ipotesi<a href="http://www.techeye.net/chips/google-to-use-arm-chips-in-google-tv" title="Google TV to adopt ARM processors">di adozione</a> di un processore ARM potrebbe essere un&#8217;ottima soluzione per tagliare il prezzo degli STB con Google TV installato, e per farne un completo device Android, ma nel frattempo Google tenta di &#8220;televisionizzare&#8221; il contenuto web lanciando il <a href="http://code.google.com/intl/it/tv/web/" title="Google TV Web Site Optimization Resources">Google TV Web Site Optimization Resources</a>, un completo toolbox per ottimizzare siti per la visione attraverso  Google TV.</p>
<p>Il  toolbox è semplice e ben fatto, con consigli, linee guida, esempi di codice e una ottima UI library per facilitare i web designers nella progettazione di una versione ottimizzata per Google TV del proprio sito. Non sono un grande fan del paradigma &#8220;web-alla-tv&#8221;. Continuo a pensare che qualunque strumento coinvolga una tastiera e la digitazione di URL rende l&#8217;esperienza troppo simile ad un limitato PC, essendo il &#8220;fattore divano&#8221; l&#8217;unico differenziale premiante. In ogni caso val la pena di tenere gli occhi su questo prodotto per capirne l&#8217;evoluzione, e magari intanto dare un&#8217;occhiata ai primi siti ottimizzati: il sito all news <a href="http://apps.aljazeera.net/ajtv/">Al Jazeera</a> e lo shop <a href="www.net-a-porter.com/googletv">Net-a-porter</a>.</p>
<p>Segui <a href="http://twitter.com/#!/googletv">Google Tv su Twitter</a> per essere aggornato.</p>
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		<title>Santoro, Grillo, e la riduzione del raccontabile</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 16:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più il raccontabile si riduce, più stupidaggini circolano in rete, in un loop devastante che annulla qualunque tentativo di fornire alle menti in trance di troppi italiani un quadro chiaro del paese in cui vivono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io, come tanti, ieri sera ho seguito <a href="http://www.raiperunanotte.it">Raiperunanotte</a>, apprezzandone i <a href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/santoro-berlusconi-bersani-ascolti_31bf3d8c-38bd-11df-97c8-00144f02aabe.shtml">risultati</a>. E anche io, come tanti, sono convinto che l&#8217;intera operazione passerà alla storia. Non tanto per i numeri degli &#8220;accessi contemporanei&#8221; su web (tutti da dimostrare, e anche fossero veri, comunque poco rilevanti in senso assoluto), nè per l&#8217;inesistente potenziale politico sul breve termine (come diceva<a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/03/25/a-cosa-serve-rai-per-una-notte/"> Gilioli</a>), quanto piuttosto per due ragioni anche ovvie: la dimostrazione della possibilità concreta di rompere la muraglia del controllo tv e costruire un evento mainstream di successo anche senza RAI e MEDIASET alle spalle, e  l&#8217;effetto virale scatenato sulla rete delle clip tratte dallo show, che solo oggi (il giorno dopo) sono diventate immediatamente una grammatica d&#8217;interazione dal grandissimo potenziale di fermentazione su tutti i social network.</p>
<p>Ma c&#8217;è un&#8217;altra riflessione, che merita secondo me di esser fatta. Ieri erano radunati da Santoro (presenti o in video) un buon numero di esperti e veri giornalisti, e cito Travaglio, Jacona e la Gabbanelli su tutti. Ebbene, Jacona nel suo intervento ha parlato di &#8220;progressiva riduzione, compressione del raccontabile&#8221;, una straordinaria espressione che mi pare dica davvero molto di quel che c&#8217;è da dire sullo stato della società e del giornalismo italiano.</p>
<p>Ascoltando questa considerazione di Jacona, non ho potuto fare a meno di pensare alla nefanda avventura del video in cui Mercedes Bresso sembrerebbe augurare la morte ad una signora, malamente manipolato (da chissà chi) e sparato ovunque da Grillo e dai suoi seguaci (e sconfessato dallo staff della Bresso con un&#8217;altra ripresa, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VY7vPM7YR4c&#038;feature=player_embedded">vedi qui il confronto</a>, <a href="http://www.mantellini.it/?p=7812">qui la storia</a> raccontata da Mantellini). </p>
<p>Ora, se il cosiddetto &#8220;potenziale informativo della rete&#8221; emerge come sostituto degli esperti raccontatori di storie, nel rifutare la realtà impacchettata e celestina delle televendite Berlusconiane rischiamo di affidare il nostro orizzonte di conoscenza sociale ad un gran numero di hobbysti (fra cui un gran numero di imbecilli), il cui pseudo lavoro, che consiste nel giocare con movie maker per manipolare la realtà pensando in buona fede di raccontarla, non è altro che funzionale a questa costante e progressiva &#8220;riduzione del raccontabile&#8221;. E più il raccontabile si riduce, più stupidaggini circolano in rete, in un loop devastante che annulla qualunque tentativo di fornire alle menti in trance di troppi italiani un quadro chiaro del paese in cui vivono.</p>
<p>Che siano sulla RAI o che siano altrove, i raccontatori di storie, quelli veri, quelli che sanno che la realtà va interpretata per renderla comprensibile, quelli che sanno che una vera inchiesta non si fa sbattendo un telefonino indignato di fronte a persone indignate, sono vitali per una democrazia, e vitali per la costruzione di un proficuo e utile tessuto di reporter diffusi. Senza la loro sintassi a fare da guida, non si amplia il raccontabile, si limita a sguazzare nella fanghiglia che rimane disponibile. </p>
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		<title>5 appunti per un focolare catodico 2.0</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 11:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet TV]]></category>
		<category><![CDATA[webtv]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche bozza di linea guida per far crescere l'interesse nei confronti delle possibilità di "tv a due vie" data dal web. Perchè non si può trascurare chi siamo e da dove veniamo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con molto interesse la <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=370591740767">nota</a> dell&#8217;amico Antonio Pavolini scritta a margine della presentazione del libro di Giampaolo Colletti <a href="http://manimangiri.blogspot.com/2010/01/tv-fai-da-web-storie-italiane-di-micro.html">&#8220;le TV fai-da-web&#8221;</a>. Antonio analizza con grande lucidità le ragioni per cui nel nostro paese non si usa Internet &#8220;a due vie&#8221; , e chiude con una punta di rammarico:</p>
<blockquote><p>E’ una occasione perduta, perchè è proprio sfuggendo alla logica e ai meccanismi narrativi della tv che ci ha condizionato per tanti anni, sperimentando nuovi linguaggi e liberandoci una volta per tutte dall’ossessione di controllare un palinsesto di flusso (a organizzarlo, se proprio è necessario, ci pensano gli utenti stessi) che si può fare della micro web tv uno strumento in grado di “fare massa critica”</p></blockquote>
<p>Non lo contraddirei, non è sbagliato,  come non è sbagliato considerare come occasione perduta un giorno d&#8217;estate piovoso. Il punto è: poichè piove, e al mare non possiamo andare, che vogliamo fare?</p>
<p>Il nostro paese, forse meno di altri paesi europei (ma verificherei prima), è incrollabilmente ancorato alla tv di flusso. Tutto il video italiano che ruota nella rete si può considerare &#8220;di risulta&#8221; dalla presenza ingombrante dei palinsesti raiset: stralci di tg e talk show stracommentati, reportage che fanno il verso ai servizi del tg, comici e ballerini improvvisati che si esibiscono davanti alle webcam sperando di fare il colpaccio e finire in show come &#8220;Amici&#8221;. <b>La rete è l&#8217;anticamera, o la camera di decompressione, della tv</b>. Basta ricordare il panico che si è creato nei giorni di switch off verso il digitale terrestre, per rendersi conto che il monolite del rituale casalingo non cambia, e non è mai cambiato negli ultimi 50 anni. Possiamo lamentarcene, certo, ma se vogliamo innovare davvero, o almeno tentare di accelerare un lentissimo e pericoloso processo di decomposizione della tv di flusso (evitandone i pericolosi colpi di coda), dobbiamo chiederci cosa fare stante la situazione attuale, non limitandoci a costruire operazioni alternative di nicchia destinate a rimanere nella nicchia. E secondo me, le linee guida sono sostanzialmente cinque.</p>
<ul>
<li><strong>Sorvegliare l&#8217;integrazione fra televisore domestico e internet</strong><br />E&#8217; meno banale di quel che si possa pensare, perchè è proprio sul divano di casa, e accanto al tavolo della cucina, che si gioca la partita, e il rischio dei &#8220;walled garden&#8221; è altissimo. Bisogna seguire gli sviluppi di questo processo, e premere dal basso per la maggiore standardizzazione possibile. </li>
<p></p>
<li><strong>La qualità fa la differenza</strong><br /> Oggi basta attaccare un telefonino a Livestream, ed ecco qua il tuo programma tv in diretta, ma anche il modo migliore per uccidere creatività e interesse intorno all&#8217;audiovisivo su web. Il fatto che sia facile non vuol dire che funzioni bene, e gli utenti/spettatori la differenza la vedono eccome! Da operatori nel settore, bisogna essere intransigenti su questo, non importa se passiamo per rompiscatole ossessionati dalla qualità, ma c&#8217;è una soglia minima sotto la quale è meglio <strong>non fare</strong>. RIcordiamo che produrre audiovideo di qualità non costa tanto, a volte la differenza è solo la competenza. E l&#8217;incompetenza  uccide scenari e mercati.</li>
<p></p>
<li><strong>Diretta: il qui e ora</strong><br />Nonostante si parli normalmente di video on demand come cardine della fruzione audiovisiva su web, trasmettere in diretta ha alcuni vantaggi ineludibili nel contesto a cui siamo abituati: il meccanismo di amplificazione dato dai media tradizionali, più forte nel caso di eventi legati ad un preciso momento temporale, e l&#8217;idea stessa di evento come elemento catalizzatore dell&#8217;attenzione degli spettatori. L&#8217;idea di ondemand è più forte se la si considera come &#8220;soluzione-per-rivedere-l&#8217;evento&#8221;. Inoltre, è più facile associare soluzioni innovativi di interazione realtime, per far entrare nell&#8217;uso comune l&#8217;idea dell&#8217;internet a due vie.</li>
<p></p>
<li><strong>La scrittura della serialità</strong><br />Se da una parte è vero che l&#8217;attenzione su web tende a decrescere su prodotti seriali, la capacità autoriale di scrivere per la serialità è anche la migliore medicina per far entrare nell&#8217;orizzonte quotidiano un format di qualsiasi tipo. Bisogna solo farlo bene.</li>
<p></p>
<li><strong>VIPS on the rocks</strong><br /> E&#8217; una vecchia storia, ma sempre vera: quando c&#8217;è un &#8220;nome&#8221; (conduttore o ospite che sia), il 50% del successo è assicurato. </li>
</ul>
<p>Si tratta solo di qualche spunto, discutibile e integrabile. E sono cose forse più facili da dire, che da fare. Ma sono abbastanza convinto che per fare seri passi avanti nella direzione dell&#8217;&#8221;audiovisivo a due vie&#8221; non possiamo trascendere dalle abitudini consolidate: ricordiamo che uno dei proverbi più amati in questo paese è &#8220;chi lascia la via vecchia per la nuova, sa che cosa lascia, ma non sa che cosa trova&#8221;.</p>
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		<title>Giornalismo e Betacam da 20Kg</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet TV]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze stampa]]></category>
		<category><![CDATA[regia]]></category>
		<category><![CDATA[telecamere]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho finito da poco di ascoltare, in diretta su Sky, la puntuale ricostruzione cronologica da parte di Berlusconi degli eventi del famigerato giorno di presentazione delle liste. Al di là della ricostruzione vera e propria, puntuale e precisa ma non per questo necessariamente vera, durante le insignificanti domande di alcuni giornalisti, un individuo ha protestato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho finito da poco di ascoltare, in diretta su Sky, la puntuale ricostruzione cronologica da parte di Berlusconi degli eventi del famigerato giorno di presentazione delle liste. Al di là della ricostruzione vera e propria, puntuale e precisa ma non per questo necessariamente vera, durante le  insignificanti domande di alcuni giornalisti, un individuo ha protestato vivamente per ragioni non chiare poichè l&#8217;audio ambiente non veniva ripreso dalla telecamera di Sky. Si sono sentiti chiaramente invece gli insulti di Berlusconi che lo trattava come un mentecatto provocatore indegno di avere il microfono e la parola. Non si sa quindi se si trattava di un giornalista a cui non è stata data la parola, o un semplice cittadino indignato che protestava ad alta voce.</p>
<p>Ne è seguita una gazzarra proseguita anche al termine della conferenza stampa, il cui contenuto era assolutamente inintellegibile dalla trasmissione su Sky, poichè l&#8217;operatore attestato su cavalletto con la sua Telecamera Betacam da 20Kg si è potuto limitare a riprendere un totale con una selva di teste fra cui La Russa, Verdini, il giornalista accusato di essere un disturbatore, e una serie di telecamere grandi e piccole che riprendevano ciò che potevano per documentare la situazione.</p>
<p>Mentre assistevo a questo nulla trasmesso da Sky, riflettevo sul fatto che le esigenze qualitative di un grande network televisivo non si conciliano con la copertura integrale di uno spazio in cui si svolge un evento (eccetto per le partite di calcio dove le 10/12 telecamere presenti sono in grado di documentare tutto ciò che accade sul campo e fuori), con il risultato che la lettura offerta non coinciderà mai con quanto è davvero accaduto. In questo caso, come in molti altri, non abbiamo avuto risposte a varie domande importanti: chi era l&#8217;uomo che protestava? Cosa voleva dire? Quanti giornalisti erano presenti in sala? Ce n&#8217;erano altri che avrebbero voluto parlare e non gli è stato consentito?</p>
<p>Ecco, non potendo per ovvie ragioni coprire ogni conferenza stampa, ogni manifestazione, o ogni altro evento con le 10 telecamere utilizzate per le partite di calcio, viene da pensare che una selva di handycam in grado di coprire efficacemente uno spazio, pur non garantendo la qualità coerente con le esigenze di un network, potrebbero raccontare molto più efficacemente un evento dai vari punti di vista necessari per avere un quadro chiaro della situazione.</p>
<p>Sono certo che frammenti audiovideo di quello che è accaduto durante questa conferenza stampa saranno presto disponibili su youtube (di camere di piccolo/medio formato più vicine al luogo della discussione ce n&#8217;erano diverse), e non ci vorrà molto a scoprire chi era e cosa voleva quel giornalista infuriato, ma si tratterà per l&#8217;appunto di frammenti, che dalla grande massa di persone verranno raccolti in modo ugualmente decontestualizzato, come se appartenessero a eventi diversi.</p>
<p>Altro effetto di informazione (e di giornalismo) produrrebbe invece una testata autorevole che segua gli eventi piccoli e grandi con tre o quattro videomaker rapidi e leggeri, in grado di garantire una copertura &#8220;a zona&#8221; per fornire al pubblico la lettura completa di ciò che avviene durante un evento, invece che con una pesantissima telecamera fissata su un cavalletto e collegata all&#8217;audio istituzionale.</p>
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		<title>I numeri del Romecamp su Cannocchiale TV</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 11:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>biccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet TV]]></category>
		<category><![CDATA[dolmedia]]></category>
		<category><![CDATA[ilcannocchiale]]></category>
		<category><![CDATA[romecamp2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ho avuto l'idea-suicidio di fare 4 dirette contemporanee più tutto il materiale ondemand in quasi simultanea dal <a href="http://www.romecamp.it">Romecamp</a>, mi sono detto da solo che forse si trattava di uno sforzo esagerato e forse anche eccessivo. Ma io sono fatto così, quando mi innamoro di un'idea difficilmente mi fermo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="590" style="padding:5px; border:1px solid black" src="http://farm4.static.flickr.com/3045/3058495614_fb8860a6bc.jpg?v=0" alt="" title="" /> </p>
<p>Quando ho avuto l&#8217;idea-suicidio di fare 4 dirette contemporanee più tutto il materiale ondemand in quasi simultanea dal <a href="http://www.romecamp.it">Romecamp</a>, mi sono detto da solo che forse si trattava di uno sforzo esagerato e forse anche eccessivo. Ma io sono fatto così, quando mi innamoro di un&#8217;idea difficilmente mi fermo. E quando ho visto i numeri, ho capito che l&#8217;idea non solo era interessante, ma anche oggettivamente vincente.</p>
<p>Per dirla in breve, nell&#8217;arco di 4 giorni abbiamo avuto <strong>3000 visitatori unici, e 70.000 accessi complessivi ai video</strong>, naturalmente contando sia le dirette che tutti i singoli video on demand. E credo la chiave sia proprio questa: aver costruito una piccola coda lunga in un contesto già di nicchia, per cui, nei <strong>più di 80 clip</strong> prodotti in due giorni in un contesto sufficientemente generalista, davvero un notevole numero di persone ha trovato qualcosa di interessante da seguire, sia in diretta che ondemand.</p>
<p>Certo, alcune cose sono andate storte, abbiamo avuto qualche problema di encoding che ci ha costretto a rifare tutti gli interventi dell&#8217;aula 2, le inquadrature delle camere nelle singole aule sono spesso discutibili perchè lasciate non presidiate o nelle mani di volontari disponibili (grazie!) ma ovviamente poco preparati, ecc. ecc. Ma il sistema, sperimentato su un contenuto già di nicchia, funziona e interessa, e questo conferma la bontà della strada su cui, spesso in silenzio (ed è un peccato, e dobbiamo rimediare), <a href="http://www.dolmedia.tv">dolmedia</a> lavora e sperimenta già da tre anni: inventare nuovi format che vadano oltre la mera amplificazione audiovisiva su internet. Un buon lavoro, fatto con passione e tanto sacrificio,  da un gruppo coeso, allegro e capace di faticare di brutto e sporcarsi le mani per far funzionare le cose. </p>
<p>Grazie a loro, e grazie a tutti coloro che credono nel nostro lavoro. (la foto su è di <a href="http://www.lyonora.it/">Lyonora</a>)</p>
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