settembre 14 2001 |
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Mondoreale
Vorrei pensare a qualcos’altro, ma certo il plumbeo cielo romano non aiuta. Stamattina prima di uscire seguivo un programma su Rai Educational in cui Italo Moretti parlava del dramma desaparecidos argentini; pensavo a quanti drammi, quante tragedie dimentichiamo quotidianamente, alla faccia della Storia. Ancora, la Storia. Che torna violentemente. Ora si sentono trascorrere i minuti, i silenzi pesano più del solito, hanno un significato. Leggevo il post di Ketty su blogo, e pensavo che sì, è maledettamente vero, la vita ha dei significati molto diversi per persone molto diverse da noi.Un saluto ad Antonio, oggi è il suo compleanno, e complimenti per la bella immagine postata sul suo blog, che ci ricorda i tre minuti di silenzio oggi alle 12:00.
settembre 14 2001 |
in
Mondoreale
Ieri sera riflettevo su quanto gli eventi influiscano sul tessuto culturale complessivo inteso come somma di migliaia di piccole molecole di stati d’animo, frammenti di attività quotidiana, riflessi, interpretazioni. Gli eventi di questi giorni ci stanno insegnando che viviamo (abbiamo vissuto?) in un epoca in cui la Storia, semplicemente, non esiste (non esisteva?). Come si genera cultura in una civiltà privata della Storia?
Parecchi anni fa (1984, molto prima di Naomi Klein), Frederic Jameson introduceva il concetto di Post Modern nel volume “Il post moderno, o la logica culturale del tardo capitalismo”: “…Si può dire che la cultura del simulacro prenda vita in una società in cui il valore di scambio si è talmente generalizzato da cancellare la stessa memoria del valore d’uso, una società in cui, come ha osservato Guy Debord con una frase straordinaria, ‘l’immagine è diventata la forma finale della reificazione’ …”.
La nostra generazione è cresciuta immersa in questa non-cultura del simulacro. Chi si ricorda le famose notti della Guerra del Golfo? La guerra virtuale, in cui le bombe sono verdi fosforescenti e portano il marchio della CNN. Oggi qualcosa si è spezzato; il confine tradizionale tra il mondo occidentale privo di Storia e il resto del mondo si è spostato. Quante volte abbiamo osservato i due aerei scontrarsi con le twin towers? E ogni volta abbiamo cercato di “sentire” sulla pelle, ma non bastano cento volte, mille volte, diecimila volte.
Eppure sappiamo, sappiamo che questo dolore “fisico” è più vicino, percepiamo la “verità” di questo dolore, anche se ancora in modo indistinto, confuso. E forse cerchiamo (nostro malgrado), di simulacrizzare qualcosa che non si può simulacrizzare. E, tanto più la geografia avvicina l’uomo al luogo dell’evento, al luogo dove la Storia è tornata, tanto più l’uomo percepisce la “verità” di questo dolore.
E’ questa, forse, la tragedia più grande con cui ci stiamo confrontando: la Storia è tornata, e noi non ce lo aspettavamo.
settembre 12 2001 |
in
Mondoreale
Ho trovato questo post nella BBS di iraq.net. Mi sembra giusto segnalarlo.
settembre 12 2001 |
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Mondoreale
Raccolgo da Antonio e rilancio: potete aiutare qui e anche aiutare qui. Invece di dire baggianate sulle mailing lists, date 20 carte a chi ne ha davvero bisogno. Questo non è un film.
settembre 12 2001 |
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Mondoreale
Non ci sono più parole. Inutile perdere tempo in sterili chiacchiere tipo “se la sono cercata”, oppure “maledetti arabi” e insensati sterotipi del genere. Apocalisse, è la parola che risuona in tutti i media, giornali, telegiornali… per gli USA è un duro colpo, forse paragonabile soltanto a quello che fu Hiroshima per il Giappone. Un duro colpo psicologico, prima ancora che militare. Gli USA hanno scoperto di essere deboli, forse per la prima volta nella storia. Ed è difficile immaginare cosa succederà adesso. E’ chiaro, la vendetta sarà terribile, qualche paese verrà raso al suolo, ma quale? Afghanistan? Libano? E comunque, dopo? La nuova guerra, titola Le Figaro, già. Una nuova guerra nella quale gli USA non sono la superpotenza indistruttibile e inattaccabile, ma un paese come gli altri, con le sue debolezze strutturali e con le sue necessità di scendere anche a patti, se necessario. Mettere da parte la maschera spocchiosa di padroni del mondo.Ma il problema è un altro, forse. Cioè il fatto che il nostro pianeta, che ci piaccia o no, si basa comunque su un equilibrio il cui fulcro centrale è la potenza proiettata degli USA. Un po’ come un tale che vince alla lotteria, e tutti iniziano a fargli credito perchè è ricco. Cosa succede se poi quel tale perde il biglietto? Il credito finisce, e tutti rivogliono indietro ciò che hanno venduto a credito. Un’ America debole fa paura a tutti. Che Dio ci aiuti.
settembre 11 2001 |
in
Mondoreale
Non si riesce a sapere un cacchio di ’sta guerra a New York, cristo santo.Ma possibile che non basta un HDSL, ci vuole per forza il telegiornale in ufficio? Comunque è terrificante, terrificante. Probabilmente sono anni che stanno preparando questa follia, un’idea pazzesca: lanciare aerei di linea contro obiettivi civili americani…
settembre 11 2001 |
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Fuorionda
Ieri sera alle 23.30 divertente telefonata con quella simpaticona di Ketty, dopo una paurosa escalation da una paio di timide e-mail fino allo scambio dei cellulari passando per un surreale colloquio su ICQ!Che personaggio… vorrei avere la metà dell’energia che ha lei ;) Abbiamo parlato di qualunque cosa (un’ora e quaranta di telefonata!!!), compresa una serie di riflessioni sul contorto mondo del webdez….. sono felice del fatto che quando avevo 18 anni Internet non esisteva, decisamente! Ciao Ketty, buona giornata, salutami il cane e il gatto (e il marito)!BTW, ieri poi ha piovuto (e io mi sono risparmiato la corsa, con buona pace dei giornalisti…..)